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PADOVA/ Bancaria si sfoga su Facebook: assunte solo se belle. Il capo la sospende

Un post su Facebook ritenuto diffamatorio dai suoi superiori, le è costato il posto di lavoro. È accaduto a una giovane trentatreenne di Padova. "Gli uomini assumono le belle"

foto: Infophoto foto: Infophoto

Un post su Facebook ritenuto diffamatorio dai suoi superiori, le è costato il posto di lavoro. È accaduto a una giovane trentatreenne di Padova, che ha scritto sul social network: «Ha un nome la patologia di certi uomini che fanno i responsabili del personale e fanno colloqui solo a ragazzine di 19 anni con il fisico da modella e gli occhioni da cerbiatta?», questo il 20 agosto. Poi il 22 agosto, ha aggiunto: «Gli uomini sono fatti così: se sei bella per loro sei bravissima, hai valore e sei piena di meriti. Punto. E poi stiamo qui a parlare di donne e meritocrazia. Ma dai!!! Le donne dovrebbero mandare a f... il mondo maschile e il politically correct e prendersi quello che spetta. Altro che storie. Se le donne oggi fossero al mio posto a vedere e sentire quello che vedo/sento io forse aprirebbero gli occhi...». I due post sono stati segnalati da alcuni colleghi ai vertici della banca, che hanno provveduto a consegnare una lettera di contestazione disciplinare e la sospensione dal lavoro di cinque giorni da parte del responsabile dell’Ufficio Organizzazione Personale, che si è sentito offeso dai messaggi della giovane donna. Un’umiliazione, racconta la ragazza al quotidiano “Il Mattino”, alla quale non ha retto. Così si è licenziata. Attraverso il suo legale, ha spiegato: «era una categoria di persone, non un singolo individuo. Nei commenti che seguono il post non si discute della patologia o dell’abuso di potere di un singolo individuo, ma di un’ipotetica condotta di un astratto modello di lavoratori in generale, non di una persona fisica determinata. Sotto accusa, semmai, vi sono le generali condotte di una categoria di persone, i dirigenti selezionatori, non di una singola specifica persona». (Serena Marotta)

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