BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

KABOBO DI JESI/ Giovane africano semina il panico con due machete: i passanti si fanno un selfie durante la cattura

Come Adam Kabobo, il ghanese che l'11 maggio dell'anno scorso uccise tre passanti a Milano a colpi di piccone, un giovane nero pluripregiudicato ha seminato il panico a Jesi.

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Nonostante i poliziotti stessero rischiando la vita per evitare la strage, qualche passante non ha esitato a farsi un selfie con Precious Omobogbe, il ventiseienne nigeriano che ha seminato il panico a Jesi con due machete. Lo riportano alcune agenzie di stampa, secondo cui durante i tentativi di cattura dell’aggressore circa cinquanta persone si erano radunate in centro a Jesi per seguire la scena e farsi qualche scatto. Alla fine è stato il capitano della compagnia dei carabinieri di Jesi, Mauro Epifani, a disarmare e bloccare il nigeriano che lo ha ferito a un fianco con un colpo di machete. L'uomo è stato arrestato ed è accusato di tentato omicidio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e furto aggravato.

Il bilancio è di un ferito, ma poteva essere una strage. Forza Nuova di Ancona commenta duramente quanto avvenuto a Jesi, dove un giovane africano ha seminato il panico brandendo due machete e minacciando di decapitare i passanti: "Nessuno è al al sicuro con l'immigrazione", scrive il movimento di estrema destra che si chiede "come sia possibile che un pluripregiudicato africano con precedenti per aggressione, e quindi manifestamente pericoloso, si trovasse a piede libero e soprattutto perchè non sia stato espulso dal territorio nazionale". È quindi solo "per una fortuita serie di circostanze che a Jesi non si è verificata un strage come quella di Milano, ed episodi del genere non sono più eccezioni o casi isolati, ma si verificano con frequenza nelle nostre città recita la nota - Bisogna prendere atto che nessuno è più al sicuro a causa dell'immigrazione e che non esiste la volontà da parte delle istituzioni, impegnate in una suicida politica di accoglienza indiscriminata, di porre un argine all'escalation di violenza e di criminalità ad opera di stranieri".

Come Adam Kabobo, il ghanese che l'11 maggio dell'anno scorso uccise tre passanti a Milano a colpi di piccone, un giovane nero pluripregiudicato ha seminato il panico nella serata di ieri a Jesi, in provincia di Ancona nelle Marche. Il ventiseienne ha prima rubato due coltelli dalla vetrina di un’armeria e si è poi aggirato nella zona di Porta Valle minacciando di decapitare i passanti. Il bilancio è stato però molto meno grave, anche se il capitano Mauro Epifani, comandante della locale Compagnia carabinieri, è stato ferito a un fianco subito prima di riuscire a bloccare l’uomo. Testimoni raccontano che l'aggressore pronunciava frasi sconnesse, forse sotto l’effetto di stupefacenti, e scappando ha tentato di rifugiarsi nella chiesa di San Pietro Apostolo. Qui è stato seguito da carabinieri e poliziotti, i quali hanno esploso alcuni colpi di pistola: uno di questi lo ha raggiunto di striscio a una gamba. Epifani si è avvicinato a lui con le mani alzate, tentando di convincerlo a desistere, ma è stato aggredito: poco dopo il giovane africano, disoccupato e già arrestato la scorsa settimana, è stato bloccato.

© Riproduzione Riservata.