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BIMBO CON HANDICAP/ Si può uccidere il piccolo Titouan per paura della solitudine?

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Devo morire di fame e di sete? Devo morire... come? Cosa dicono i protocolli? Cosa sono i protocolli? Sono un neonato prematuro? Vi sbagliate, mi chiamo Titouan. Mamma diglielo tu come mi chiamavi quando ero nella pancia.

Ok, è una cattiveria immaginarsi cosa direbbe Titouan se potesse parlare. Ok, forse, è una vigliaccata. Allora m'immagino di essere quei medici. Cosa sogna un bambino quando vuole fare il medico? Di curare le persone, di far passare le malattie. Cosa fa un medico quando fa il medico? Come ci si ritrova dentro un comitato etico a decidere se sospendere la vita ad un neonato? Sospendere la vita è lasciar morire, uccidere: lo dice il traduttore di google. Come si passa dal sogno del bambino alla realtà dell'adulto e poi all’incubo?

Lo so, è facile parlare da calmi e da sani. Ma Titouan e quelli come lui non possono parlare e allora parlano quelli con la vita facile. Parlo io. Sì, è ora di riiniziare dai fondamentali. La morte è irreversibile. Meglio pensarci bene. Soprattutto se pensiamo alla morte di qualcun altro. Sembra una battuta del teatro dell’assurdo. Ma purtroppo non lo è.

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COMMENTI
22/09/2014 - il senso della morte. La cultura della morte (Paola Baratta)

Ho letto l'articolo e ho ripreso in mano il Giuramento di Ippocrate. Quello che al liceo lo traducevi sempre. Quello che ispira ancora adesso il codice deontologico dei medici. e veramente mi vengono i brividi a misurare l'abisso tra la cultura della vita che è scritta in quel giuramento e il comportamento di questi medici che nella loro decisione aberrante si convincono di aver seguito un "codice etico". nell'antichità la morte era forse una realtà più vicina, più naturale di quanto non lo sia per noi. Più quotidiana, anche. nonostante ciò (o forse per questo?) la morte era rispettata. come momento inviolabile e sacro che dava senso a tutta una vita.Oggi la morte la vediamo in tv, sui giornali e apparentemente fa meno paura Ma a questa banalizzazione- penso ai videogiochi, dove "muori", fai game over e ricominci -fa da contraltare un voler allontanare la morte a tutti i costi, un non volerla accettare nella sua realtà. Così uccidere un bambino (malato) diventa eugenetica. Non c'è bisogno di scomodare sostanza e accidenti per dire che un bambino, anche se malato, resta un bambino. E chen togliergli la vita, significa ucciderlo. Significa morte. =ltretutto le "modalità" della morte vengono passate quasi sotto silenzio: al bambino verrà tolto da bere e da mangiare. Questa la verità. E ditemi che "etica" c'è in questo. Vorrei saperlo. Bell'articolo che dà voce al silenzio di tanti innocenti.

RISPOSTA:

Ho voluto scrivere quest'articolo perché segna un importante passo in avanti (o indietro). Forse nei paesi scandinavi qualcosa del genere accadeva già, ma certamente è la prima volta in Francia. La scelta di utilizzare il punto di vista del bambino è molto dura, lo so, ma credo che certe volte sia necessario ricevere lo schiaffone. ML