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ANGELO CUSTODE/ Crederci non significa essere spericolati, anzi...

Pubblicazione:martedì 23 settembre 2014

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Chi crede nell’angelo custode non è più "spericolato", ma anzi tende ad essere ancora più prudente. Lo rivela uno studio effettuato dai ricercatori della York University e pubblicato sulla rivista Sage Open, attraverso il quale si è voluto dimostrare che chi ha davvero fiducia in questa particolare forma di protezione non corre più rischi nel corso della propria vita. Gli scienziati dell'ateneo britannico hanno realizzato interviste su un campione di 198 persone: tra coloro che credono nell’angelo custode, solo una piccola percentuale ha rivelato di essere maggiormente tendente al rischio, mentre il 68% dei partecipanti alla ricerca ha spiegato che questa convinzione influenza il proprio comportamento ma senza dover necessariamente essere più inclini al pericolo. Anzi, spesso si è anche più prudenti: gran parte di coloro che ha fatto sapere di non credere nell’angelo custode ha definito di "livello 2" (in una scala da 1 a 5) il rischio di guidare a 20 chilometri orari al di sopra del limite consentito. La maggioranza di coloro che invece ci crede ha assegnato un rischio di "livello 3". In conclusione, secondo gli esperti è possibile "che le persone che hanno la tendenza a vedere il mondo come potenzialmente pericoloso siano anche i più inclini a credere in uno spirito guardiano personale".



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