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DIARIO GERMANIA/ Perché pagare una tassa allo stato per dirsi cattolici?

Pubblicazione:mercoledì 24 settembre 2014

Jospeh Ratzinger da cardinale (Immagine d'archivio) Jospeh Ratzinger da cardinale (Immagine d'archivio)

«In Germania (...) si sono tenute in piedi molte istituzioni ecclesiastiche senza garantire che vi sia in esse uno spirito ecclesiale». E ancora: «In Francia all'inizio del secolo scorso fu offerta alla Chiesa una formula per mantenere le sue proprietà (...) accettando però una certa tutela statale. Papa Pio X spiegò allora che il bene della Chiesa è più importante di tutti i suoi beni materiali. Cediamo i beni perché dobbiamo difendere il Bene». 

Crediamo che su questo punto la sintonia tra l'insegnamento di Francesco e il pensiero del suo predecessore sia totale e che qui stia il senso più autentico del richiamo alla "povertà" della Chiesa. Ovviamente non è in discussione il fatto che delle istituzioni abbiano anche bisogno di denaro per continuare a operare, ma la forma in cui questo denaro è raccolto, che non dovrebbe obnubilare la ragione per cui l'istituzione stessa esiste.

Per raggiungerci Cristo ha bisogno solo del Suo amore. «Quel che di Lui diciamo, pensiamo, speculiamo non cambia nulla di Lui; Egli è ciò che è e non è in sé toccato dalla nostra testimonianza; egli è il Figlio di Dio e il nostro Signore» (Adrienne von Speyr). Anche le nostre "speculazioni" con il denaro delle tasse ecclesiastiche non cambiano nulla di Lui: esse cambiano, però, lo sguardo delle persone con cui noi, come cristiani, vogliamo entrare in dialogo. Dobbiamo, dovremmo concentrarci sull'adempimento del "compito" e rinunciare a tutto quanto intorbida questo sguardo. Il compito è rendere testimonianza che Dio è l'amore. «Una testimonianza che non fosse servizio, ma solo parola, non sarebbe testimonianza» (ibidem).

Ecco, allora, una nostra proposta concreta: rinunciare a questo Katholikentag, alquanto autoreferenziale, per finanziare piuttosto delle attività sociali nei Laender orientali della Repubblica Federale. Ciò sarebbe ben più in linea con l'evangelizzazione così come papa Francesco la sta chiedendo.



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COMMENTI
24/09/2014 - Mah populismo da 4 soldi (Francesco Lepore)

Articolo populista che piega la realtà a un'idea preconfezionata una povertà che non ha nulla di evangelico. C'è l'idea di una chiesa spirituale senza corpo (con delle esigenze materiali) una chiesa spiritualista senza conseguenze. Mentre l'amore è proprio testimoniato da un operare, un marito che si spacca la schiena x i figli. La crisi della chiesa nasce da una mancanza di fede e non da una regola fiscale anche rivedibile come quella tedesca. Ma andate fino in fondo. Potete proporre alla CEI di eliminare otto per mille dandolo al sud d'Italia che sono i nostri land orientali o perché non rinunciate ai vostri stipendi per donarvi totalmente con il vostro lavoro alla testimonianza per aprirsi alla missione. "esse cambiano, però, lo sguardo delle persone con cui noi, come cristiani, vogliamo entrare in dialogo. Dobbiamo, dovremmo concentrarci sull'adempimento del "compito" e rinunciare a tutto quanto intorbida questo sguardo. Il compito è rendere testimonianza che Dio è l'amore. «Una testimonianza che non fosse servizio, ma solo parola, non sarebbe testimonianza»". Basta parole vi mando il mio Iban x il bonifico state sicuri non aprite nessun dialogo ma ve ne sarei grato e penserei a voi come "utili idioti".

 
24/09/2014 - Meglio l'8 x1000 (Giuseppe Crippa)

Se non ho capito male il sistema fiscale tedesco, col pretesto di agire come “sostituto d’imposta” a favore della Chiesa, di fatto censisce indebitamente i cattolici ed in questi tempi di crisi la penalizza la Chiesa stessa. Incredibilmente il sistema italiano dell’otto per mille sarebbe per loro un passo avanti. Non credo però che Renzi, che pure in questo semestre si dovrebbe far carico anche di una spinta verso l’armonizzazione dei sistemi fiscali, spenderebbe due parole con la Merkel su questo tema, anche perché tra non molto (questione di giorni…) dirà a noi italiani che una ragione in più per la “civil partnership” (il matrimonio gay alla tedesca) è proprio quella dell’armonizzazione tra le nazioni europee…