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YARA GAMBIRASIO/ Taormina: ecco dove la strategia difensiva di Bossetti cade in errore

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Io sono certo come hanno detto gli esami specifici, che la ragazza sia morta non per le ferite riportate, ma perché abbandonata nel campo. Sono dunque certo che il Bossetti non abbia ucciso volontariamente Yara. Di fronte a questo, che non evita la responsabilità per aver abbandonato Yara e che è sicuramente un reato da punire, una cosa è essere puniti per questo un'altra per aver ucciso volontariamente perché si rifiutava di avere rapporti sessuali. Dunque far perdere questa chance al loro assistito è una cosa su cui invito i colleghi a riflettere.

 

Infine c'è il problema delle celle telefoniche, che come abbiamo visto in altri casi analoghi, non danno sempre grande affidamento. Secondo la difesa  "l'ultimo aggancio della vittima non deve intendersi quello della cellula di Mapello, bensì quello di Brembate", dove Yara abitava. Questo cambierebbe parecchio le cose, non crede?

Il problema delle celle telefoniche è importante, si tratta di dover ispezionare bene il territorio sul quale la cellula opera. Una cosa infatti è la base dell'impianto un'altra cosa è la cellula. La base dell'impianto è a 360 gradi il quale a sua volta è diviso in tre settori ciascuno e opera per una parte del territorio. Si tratta di capire per prima cosa a quale dei tre settori si riferisce la telefonata poi di capire quale delle celle abbia davvero funzionato perché per il carico delle celle ci può essere un trasferimento da una all'altra e da una struttura basica all'altra.

Quindi?

Essendo una zona di campagna le celle hanno un raggio di azione molto rilevante, è complicato dire se ci sono errori. Su questo bisogna far approfondimento. Se si fosse a Roma  dove anche a distanza di cento metri ci può essere un salto di cella, allora non sarebbe indicativo del luogo dove si trova la persona. 

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