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SANTO DEL GIORNO/ Il 26 settembre si festeggiano i santi Cosma e Damiano

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Il 26 settembre, la Chiesa Cristiana onora e ricorda i santi Cosma e Damiano. Il loro culto ha avuto una grande diffusione  non solo tra i fedeli della Chiesa Cattolica, ma anche di quella Ortodossa. Erano due fratelli, vissuti tra il III e IV secolo dopo Cristo, la cui memoria viene celebrata dalle varie confessioni in diverse date. Per il calendario della Chiesa Romana, si fissa il giorno in cui li si commemora al 26 settembre, perchè in questa data, nel 1924, si volle celebrare il ricordo della dedicazione al loro nome della Basilica Romana. In realtà, la data era il 27 settembre, che fu spostata al 26 da papa Paolo VI, che ha anche reso il culto dei santi Cosma e Damiano facoltativo. Ma, facoltativo o meno, il senso di devozione che questi due fratelli ispirano ancora oggi non si è spento né affievolito. Essi sono considerati i protettori di medici, farmacisti, chirurghi, e di tutti coloro che operano in ambito sanitario. Infatti, furono loro stessi dei medici, ma medici un po' particolari. L'appellativo greco con cui vengono ricordati è anargiroi, che vuol dire semplicemente senza soldi. Essi infatti esercitavano la loro professione senza chiedere alcun compenso, seguendo l'insegnamento di Cristo, cui erano fedeli. I genitori dei due fratelli, originari dell'Arabia, erano infatti entrambi ferventi cristiani. Il loro padre fu ucciso durante le persecuzioni, mentre la loro madre Teodota (o Teodora) trasmise la fede ai suoi due figli. Questi andarono poi a studiare in Siria, una volta adulti, per apprendere i rudimenti della scienza medica. Iniziarono ad esercitare la loro arte, sempre insieme, compiendo guarigioni che molto spesso avevano aspetto miracoloso, e portando avanti al contempo un'opera di evangelizzazione basata più sui gesti e sull'esempio, che sulle parole. Sempre inseparabili, si narra però che vi fu anche motivo di screzio tra i due fratelli, quando san Damiano accettò tre uova da una donna che aveva guarito. Tale fu lo sdegno di san Cosma davanti al fatto che il fratello avesse ricevuto un pagamento, che chiese di essere sepolto lontano da lui, quando fossero entrambi morti. La sua volontà però non fu rispettata, perchè san Damiano aveva violato il loro sacro patto di non ricevere alcun tipo di retribuzione solo per non offendere quella donna.

Il loro fervore religioso però fece sì che cadessero vittime delle persecuzioni che seguirono all'editto che l'imperatore Diocleziano emanò nel 303 d.C. Catturati in Cilicia, venne loro imposto di abiurare la loro fede, per avere salva la vita. Ma essi non vollero rinnegare il Cristo, e per questo accettarono serenamente il martirio. Per quattro volte furono salvati dall'acqua, dal fuoco, dalle pietre e dalla fustigazione. Gettati in mare legati a pesanti pietre, infatti, i legacci si sciolsero e i fratelli riuscirono a tornare a galla; gettati nel fuoco, le fiamme li risparmiarono. Le pietre che dovevano servire per lapidarli, rimbalzarono indietro, addosso ai soldati; e anche le frustate non piegarono la loro ferrea volontà. Il loro martirio finì con la decapitazione. 


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