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Cronaca

TRAGEDIA ALLE MACCALUBE/ Famiglia travolta dal fango, morti due fratellini: cosa sono i vulcanelli

È stato ritrovato il corpo del bambino di 9 anni che ieri, insieme alla sorellina di 7 anni, ha perso la vita a causa di un’esplosione di un vulcanello nella riserva naturale delle Macalube

foto: Infophotofoto: Infophoto

I vulcanelli di fango sono così chiamati perché ricordano dei vulcani in miniatura. A provocarli è la risalita di gas ed acqua dal sottosuolo. Il gas affiora in superficie, trascinando sedimenti argillosi e acqua a temperature tra i 20 ed i 25 C, che generano un cono di fango simile al cratere di un vulcano. L’esplosione è in grado di produrre emissioni di fango capaci di raggiungere un’altezza fra i 10 e 25 metri. Tuttavia, sono poco studiati. Si tratta di fenomeni molto comuni in Sicilia, se ne trovano oltre ad Agrigento, anche a Caltanissetta e Catania. Ma si trovano anche in altre regioni italiane: Basilicata e Calabria, Campania, Lazio, Abruzzo, Marche ed Emilia Romagna. Non a caso il nome della riserva Macalube deriva dall’arabo Maqlùb, che significa “ribaltamento”, proprio per le sue caratteristiche geologiche. Si tratta di manifestazioni non rare, che non si possono prevedere ma si devono studiare per monitorarle ed evitare tragedie come quelle avvenute ieri, in cui hanno perso la vita due fratellini che sono stati travolti dal fango. Il fenomeno è denominato “vulcanesimo sedimentario”.

È stato ritrovato il corpo del bambino di 9 anni che ieri, insieme alla sorellina di 7 anni, ha perso la vita a causa di un’esplosione di un vulcanello verificatasi nella riserva naturale delle Macalube ad Aragona, nell’Agrigentino. I due bambini erano andati lì insieme al padre e sono stati travolti, intorno a mezzogiorno, da una colonna di fango altissima che li ha sommersi: anche il genitore è stato investito dal fango, ma è riuscito a liberarsi e ha tentato di salvare i piccoli, senza riuscirci. Era stato proprio il bimbo a chiedere di poter festeggiare il suo compleanno andando a visitare la riserva. La procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta e il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, ha ordinato di sospendere immediatamente l’accesso alla riserva. In più la Regione ha deciso di istituire una commissione d’inchiesta sulla gestione della riserva, gestita da Legambiente Sicilia sin dal 1996. Gli incarichi per la commissione saranno affidati lunedì prossimo. Nella riserva della tragedia, già ad agosto, erano state registrate attività anomale. Per questo motivo era stata chiusa e poi riaperta quando il menome è rientrato. "Non si è mai verificato nulla di paragonabile", ha detto il prefetto di Agrigento, Nicola Diomede. (Serena Marotta)

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