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TRAGEDIA VULCANELLO/ La croce di Laura e Carmelo e la tentazione di "scaricare" Dio

Laura e Carmelo, 7 e 9 anni, sono rimasti uccisi sabato durante una visita alla riserva delle Maccalube di Aragona (Agrigento) a causa di un’eruzione improvvisa. MAURO LEONARDI

Un vulcanello di Maccalube (Foto Wikipedia) Un vulcanello di Maccalube (Foto Wikipedia)

Roberto Mulone è carabiniere, ha 46 anni, e sabato ha perso due figli di 7 e 9 anni che aveva portato nella riserva delle Maccalube di Aragona (Agrigento). È qualcosa che vai a visitare nei fine settimana come questi, perfetti soprattutto alla fine di un'estate fredda e piovosa. Ci sono dei fanghi che bollono, dei piccoli geyser, solo che non t'aspetti che d'un tratto la collina collassi e il "vulcanello" diventi un vulcano. È una riserva, quest'estate l'avevano chiusa per 15 giorni, e ora sembrava tutto tranquillo. Mezz'ora prima, proprio lì, c'erano delle guardie del parco e andava tutto bene. Ora però Roberto Mulone continua a ripetere "li avevo per mano e non sono riuscito a liberarli". È l'incubo di ogni genitore, avere la mano di chi ami e dopo un po' non avere più chi ami. "Dammi la mano" è, al mondo, la frase più ripetuta dai genitori. Ad ogni marciapiede, ad ogni semaforo, a ogni strada, a ogni uscita di scuola, a ogni scala da scendere, a ogni scala da salire, a ogni passeggiata, a ogni gita. L'adolescenza non inizia con il primo brufolo ma quando gli dai la mano e per la prima volta tuo figlio la toglie. Non c'è ritorno. Da quel momento metti in conto che la loro sicurezza non è più nelle tue mani. Ma quando ne ha 7 e 9, sei tu che li proteggi. E l'incubo di Roberto è che lui non li ha protetti. 

Non riesce ad accettare che davanti ad un'onda di venti metri di fango non ci sia mano che tenga. Se ci fosse un cattivo, un uomo nero, almeno si potrebbe dargli la colpa, ma qui la colpa è della natura: la natura è fatta così. La natura e fatta così: è più grande di noi. E quando si muove fa le onde di fango, il vulcanello diventa vulcano e una collina collassa. La natura è fatta così, non sempre fa le crepe sul terreno che avvisano che c'è pericolo e che va chiusa l'area. La natura, è imprevedibile: soprattutto quando causa le tragedie. Che sono sempre improvvise: bella scoperta. Se no le eviteremmo. Questa storia del trovare i colpevoli è falsa e pericolosa. Soprattutto per chi crede, perché va a finire che la colpa è di Dio. 

Ma allora com'è la storia della mano? I miei figli danno la mano a me e io, perché non do la mano a Dio? E se il vulcanello diventa un vulcano, è perché Dio mi ha lasciato la mano? Non è così: è un mistero. Ho letto le parole di don Salvatore, che è stato vicino a Roberto, e mi è piaciuto perché non ho trovato le solite parole vuote sulla croce.  


COMMENTI
29/09/2014 - Lacoonte (Paola Baratta)

La tragedia di questi due fratellini sommersi nel fango con il padre che tenta disperatamente di salvarli, mi ha fatto pemsare a lui: Lacoonte. Lui che aveva previsto le sorti di Troia e che viene punito così dagli dei. un'idra paurosa avvinghia tra le sue spire i figli fino ad inghiottirli tra i flutti e a niente potrà l'estremo sacrificio paterno per strapparli alla morte. Personaggio eroico e struggente. Mi sono sempre interrogata su cosa volesse dirci, su cosa potesse dirmi della mia e della nostra vita quel personaggio antico. E oggi me lo ritrovo nei panni di un papà che vede una gita felice coi suoi bimbi trasformarsi in un incubo. Come quell'idra paurosa, spaventosa che spunta dal profondo del mare. E forse vuol dire che la vita è questo: gioia della vita che nasce e cresce e tragedia di dolore. E che il dolore non spiega. si vive e basta. Si deve vivere e basta. Non si può spiegare. non si può consolare con "ragioni" e nemmeno, no, nemmeno invocando la Provvidenza, secondo me. L'unica differenza è tra un dolore solitario e un dolore che è amore. C'è una sola cosa che l'idra non riesce a spezzare: il gioco di sguardi e di mani che cercano di intrecciarsi del padre con i figli e viceversa. c'è una cosa che quella massa di fango non è riuscita a soffocare: quella mano che ha cercato di prendere le mani dei propri figli. L'amore. L'amore ha reso più tragico quel dolore, ma anche più solenne. L'amore proprio in quel dramma si è confermato più forte della morte.