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TERRORISMO ITALIA/ Isis, Dambruoso: rischio attentati a Roma, Napoli e Milano

Abu Bakr al-Baghdadi, leader dello Stato islamico (Infophoto) Abu Bakr al-Baghdadi, leader dello Stato islamico (Infophoto)

Il presidente del Senato, Piero Grasso, e io da tempo sosteniamo che bisognerebbe estendere le competenze della Direzione nazionale anti-mafia anche alle indagini sul terrorismo. L’organico della direzione va cioè completato con sei magistrati che hanno un’esperienza riconosciuta in materia di indagini sul terrorismo. In questo modo di eviterebbe di creare un organismo parallelo, contenendo al massimo i costi per l’amministrazione pubblica. Un tempo la centrale del terrore in Italia era viale Jenner a Milano.

 

Quali sono oggi le nuove centrali del terrore?

Oggi non esistono più. Quello che abbiamo di fronte è un fenomeno completamente nuovo, ed è per questo che è inquietante. Oggi abbiamo gente che si auto-recluta sul web. Cittadini italiani che hanno fatto le stesse scuole dei nostri figli, in classi dove c’è il crocifisso, e dopo avere navigato nel silenzio più assoluto i siti dell’islamismo radicale, da un giorno all’altro sono partiti per andare a fare la guerra. A innescare i jihadisti nostrani oggi non sono più innanzitutto le prediche nelle moschee, bensì molteplici contatti online con chi organizza l’arrivo degli europei in Siria e Iraq.

 

(Pietro Vernizzi)

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