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FECONDAZIONE ETEROLOGA / Approvate le linee guida, si inizia anche in Lombardia. Maroni: fare chiarezza sui costi

Sarà presentato oggi alla Conferenza Stato-Regioni, convocata in via straordinaria, il documento tecnico sulle linee guida per disciplinare in tutta Italia la fecondazione eterologa.

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FECONDAZIONE ETEROLOGA, I DUBBI SUI COSTI - Eterologa quasi al via, a patto che le Regioni italiano procedano alla delibera della fecondazione assistita. Queste, in merito, le parole del presidente della Lombardia, Roberto Maroni. “Ci sono ancora alcuni dettagli non trascurabili da definire'', e il riferimento è ai costi. Gli ha fatto eco, durante la conferenza stampa dopo la riunione di Giunta, il vicepresidente nonché assessore alla Salute, Mario Mantovani, secondo il quale la delibera per avviare l’eterologa dovrebbe arrivare venerdì prossimo; in più Mantovani ha spiegato che in Lombardia sono 60 i centri in cui sarà possibile l'eterologa, per la quale ogni anno mediamente arrivano circa 6.000 richieste. Questo, invece, il commento di Laura Boldrini: “Mi sembra un ottimo lavoro quello che è stato fatto DA parte delle regioni”. La presidente della Camera conclude: “Non mi sembra che ci sia un vacuum legislativo perché è stata posta fine a una discriminazione. Vedremo se i gruppi decideranno di procedere per via legislativa".

FECONDAZIONE ETEROLOGA, AL VIA ANCHE IN EMILIA-ROMAGNA E PIEMONTE - Anche in Emilia-Romagna, dopo che la Regione ha recepito le linee guida per la fecondazione eterologa approvate nella giornata di ieri, le coppie potranno inserirsi nella lista d’attesa per poter accedere alla procedura. Lo ha fatto sapere l’assessore Carlo Lusenti, spiegando che la fecondazione eterologa sarà gratuita nelle strutture sanitarie pubbliche. Il via libera in Piemonte è invece previsto il prossimo 15 settembre: "Ora ogni Regione farà la sua parte - ha detto il presidente della Regione Sergio Chiamparino - Per il Piemonte, ho già parlato con l'assessore Antonio Saitta, e con la Giunta del 15 porteremo una delibera con la quale daremo il via operativo all'attività nei nostri centri autorizzati. Saitta sta mettendo insieme un gruppo di lavoro tecnico per tradurre in chiave locale le linee generali approvate ieri in sede di Conferenza delle Regioni a Roma. Il ticket sarà sul tipo di quello per la fecondazione omologa, che in Piemonte è sui 600 euro". Chiamparino chiede però una legge che possa “aggiungere le risorse necessarie per coprire i maggiori costi. E' chiaro che le linee guida approvate ieri sono già sufficienti per operare. Ma se c'è la legge è meglio perché questo consente al ministro, che è d'accordo, di trovare le risorse".

FECONDAZIONE ETEROLOGA, LORENZIN: ORA SERVE UNA LEGGE DEL PARLAMENTO - Sulla fecondazione eterologa "la legge del Parlamento è necessaria dal punto di vista funzionale, operativo e pratico". Lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin dopo l'approvazione delle linee guida da parte della Conferenza delle Regioni. La legge, ha spiegato il ministro, è necessaria "per dare una copertura economica alle regioni che in questa fase andranno un pò random, ma dopo avranno bisogno di una stabilizzazione strutturale". C'è anche un secondo motivo, "quello che ci sta a tutti più a cuore: è un tema di sicurezza, e riguarda l'istituzione del registro nazionale dei donatori". Il registro infatti "ci permette la tracciabilità dei gameti e soprattutto la certezza che uno stesso donatore non faccia più di un tot di donazioni da cui possano nascere un numero imprecisato di bambini".

FECONDAZIONE ETEROLOGA, LE NOVITA' DEL DOCUMENTO APPROVATO - Tra le novità contenute nel documento di linee guida sulla fecondazione eterologa approvato oggi dalla Conferenza delle Regioni, viene esclusa la possibilità da parte del nato di conoscere l'identità del donatore una volta compiuto il venticinquesimo anno di età. "La donazione - recita il testo - deve essere anonima (cioè non deve essere possibile per il donatore risalire alla coppia ricevente e viceversa). I dati clinici del donatore/donatrice potranno essere resi noti al personale sanitario solo in casi straordinari, dietro specifica richiesta e con procedure istituzionalizzate, per eventuali problemi medici della prole, ma in nessun caso alla coppia ricevente. L'accessibilità alla informazione sarà gestita informaticamente con il controllo di tracciabilità. I donatori/donatrici non hanno diritto di conoscere identità del soggetto nato per mezzo di queste tecniche e il nato non potrà conoscere l'identità del donatore/donatrice".

FECONDAZIONE ETEROLOGA, VIA LIBERA DELLE REGIONI - "Le Regioni hanno deciso all'unanimità di andare avanti con le linee guida affinché l'eterologa diventi una realtà e si colmi il vuoto legislativo". Lo ha annunciato il presidente del Veneto, Luca Zaia, lasciando la conferenza delle Regioni  mentre erano ancora in corso i lavori. È arrivato il commento anche da parte di Enrico Rossi, presidente della regione Toscana: "Il Parlamento ovviamente può sempre fare una legge ma per partire non serve".

FECONDAZIONE ETEROLOGA, VIA LIBERA DELLE REGIONI - Per la fecondazione eterologa "i costi sono sostenibili. È giusto mettere un ticket perchè la compartecipazione è corretta, ma non ci sono certo problemi economici devastantì per il Ssn. Sono ben altre le questioni devastanti". Lo ha detto il governatore della Toscana Enrico Rossi, arrivando alla conferenza delle Regioni durante la quale si discuterà dell'accordo raggiunto sulle linee guida per l'introduzione della pratica in Italia. "Il Parlamento può sempre fare una legge - ha aggiunto - ma per partire con l'eterologa non serve e non lo dico io, ma la Consulta, che sta sopra ciò che dice il Parlamento". "Se poi vogliamo fare leggi su questioni che in Italia hanno rilevanza etica - ha detto ancora Rossi - io dico di fare attenzione perchè le etiche sono sempre parziali. Noi siamo convinti di aver fatto bene a partire come Toscana perché credo che il tentativo di rimandare tutto alle calende greche ci sia stato".

FECONDAZIONE ETEROLOGA, VIA LIBERA DELLE REGIONI - Sarà presentato oggi alla Conferenza Stato-Regioni, convocata in via straordinaria, il documento tecnico sulle linee guida per disciplinare in Italia la fecondazione eterologa. Dopo il primo accordo di ieri, è probabile che si arrivi al via libera definitivo. Le Regioni vorrebbero introdurre la procedura gratuitamente nelle strutture pubbliche o dietro pagamento di ticket, dunque prevista nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ma con alcune precisazioni: il documento stabilisce innanzitutto i limiti di età per i donatori (20-35 anni per le donne e 18-40 per gli uomini) e per le donne riceventi (massimo 43 anni), ma prevede anche un limite massimo di dieci nati per ogni donatore. Il bambino dovrà inoltre avere lo stesso colore di pelle dei riceventi, o comunque per quanto possibile si tenterà di mantenere caratteristiche simili (pelle, capelli e gruppo sanguigno). Per quanto riguarda l'anonimato del donatore, al 25esimo anno di età il nato da eterologa potrà chiedere di conoscere l’identità del genitore biologico, il quale verrà contattato e, solo se vorrà, potrà rivelare la propria identità. In caso contrario, si potrà risalire all'identità del donatore solo per esigenze strettamente mediche. "È un bene che le Regioni trovino un accordo sulla fecondazione eterologa, ma una legge è necessaria - ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin -. Le Regioni si vedranno giovedì perché vogliono partire senza disparità. Credo che sia buono un accordo fra di loro, ma una legge è necessaria, perché solo una legge nazionale può recepire la direttiva europea che mette in sicurezza le donazioni, può permettere un registro dei donatori e anche l’inserimento nei Lea e nei ticket dell’eterologa".

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