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Blocco Stipendi Statali/ Sciopero delle forze dell’ordine. Cesa: tutelare la sicurezza è prerogativa della nostra idea di Stato (aggiornamenti live)

Pubblicazione:venerdì 5 settembre 2014 - Ultimo aggiornamento:sabato 6 settembre 2014, 16.29

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

BLOCCO STIPENDI STATALI, SCIOPERO FORZE DELL’ORDINE: LE PAROLE DI LORENZO CESA - Il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, è intervenuto con alcune dichiarazioni a riguardo delle ultime polemiche relative al blocco del tetto salariale delle forze dell’ordine, dicendo “Nutro la massimo fiducia nei confronti del ministro dell’Interno Angelino Alfano circa la mediazione che sta conducendo all’interno del governo per soddisfare quelle che appaiono come legittime richieste da parte dei sindacati di Polizia sullo sblocco dei tetti salariali “. La speranza del segretario è quella che la situazione degli statali venga “affrontata con i giusti toni e risolta nei termini condivisi dalle parti”. Cesa ha concluso che “la tutela e la salvaguardia della sicurezza del Paese, e quindi del personale in uniforme, che con estreme difficoltà e in condizioni non di rado precarie si impegna a mantenere, sono una prerogativa della nostra idea di Stato e di democrazia.” 

BLOCCO STIPENDI STATALI, SCIOPERO FORZE DELL'ORDINE “Renzi e il governo stanno dimostrando come la politica sia lontana dai poliziotti. Il tempo degli annunci è finito, servono fatti concreti”. Le dure parole, rilasciate ad Adnkronos, sono di Franco Maccari; il segretario generale del sindacato di polizia Coisp rilancia la possibilità di uno sciopero generale unitario di polizia e forze dell'ordine contro il blocco del contratto degli statali: “Siamo davvero amareggiati; è sconcertante additarci come persone che cercano privilegi. Proprio noi che compriamo da mangiare ai clandestini, facciamo le pulizie nei commissariati e non di rado mettiamo anche la benzina nelle volanti”. Maccari prosegue: “«È da un anno che cerchiamo un confronto con Palazzo Chigi. Ci sono decine di lettere e documenti con richieste dei sindacati che lo provano: se il presidente del Consiglio ha veramente intenzione di affrontare la questione, troverà tutti i sindacati propositivi. Ma basta parole”. E conclude: “Possibile - che nessuno comprenda il malessere che vivono le forze di polizia? Non ci piace quando ci chiamano 'uomini in divisa’, come i lavoratori degli alberghi: noi siamo poliziotti, indossiamo l'uniforme perché siamo servitori dello Stato. Lottiamo contro la criminalità sulla strada, non stando dietro a una scrivania. Vogliamo rispetto”.

BLOCCO STIPENDI STATALI, SCIOPERO FORZE DELL'ORDINE: I SINDACATI SCRIVONO A RENZI - Il blocco degli stipendi agli statali scuote il Paese e provoca un’ondata d dure proteste alle misure del governo. Ecco cosa scrivono i sindacati autonomi di polizia Sap, Sappe, Sapaf e Conapo a Matteo Renzi: “Aspettiamo di essere convocati dal premier Renzi. Certamente il malessere degli operatori delle forze di polizia e dei vigili del fuoco è grandissimo, come stiamo denunciando da mesi. Se fossimo stati ascoltati per tempo, non saremmo arrivati a questo punto. Adesso servono risposte, serve una vera riforma della sicurezza, serve lo sblocco delle retribuzioni. Non servono altre chiacchiere o promesse perché poi nemmeno noi sindacati saremmo in grado di tenere la base. Questo al premier Renzi dev'essere chiaro”. E ancora, queste le parole dei i segretari generali Gianni Tonelli, Donato Capece, Marco Moroni e Antonio Brizzi: “Siamo mobilitati da agosto - dicono - e il nostro presidio a Montecitorio va avanti. La settimana prossima il nostro camper che sta girando l'Italia nell'ambito dell'operazione #piazzapermanente sarà a Roma, il 10 e 11 settembre, per chiedere una vera riforma della sicurezza. Invitiamo il premier a venire in piazza, a farsi vedere e a dialogare con noi. Prima che sia troppo tardi, prima che il personale esausto e demotivato ci chieda di attuare azioni eclatanti".

BLOCCO STIPENDI STATALI, SCIOPERO FORZE DELL'ORDINE: IL CODACONS MEDITA IL RICORSO - Il blocco degli stipendi statali nuoce all’Italia. La denuncia arriva direttamente dal Codacons, secondo il quale a causa i lavoratori del settore, dopo aver subito una perdita del potere d’acquisto del 10.5% dal 2010 al 2014, questa salirà ulteriormente al 12.5% con le nuove misure del governo. L’associazione dei consumatori sta vagliando la possibilità di un ricorso collettivo in favore dei dipendenti della pubblica amministrazione contro la decisione di prorogare il blocco degli stipendi. 

BLOCCO STIPENDI STATALI, SCIOPERANO LE FORZE DELL'ORDINE (AGGIORNAMENTI IN DIRETTA) - A poche ore dalle dichiarazioni del ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia sul blocco degli stipendi degli statali, le forze dell’ordine si preparano alla protesta. "Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica siamo costretti, verificata la totale chiusura del Governo ad ascoltare le esigenze delle donne e degli uomini in uniforme per garantire il funzionamento del sistema a tutela della sicurezza, del soccorso pubblico e della difesa del nostro Paese, a dichiarare lo sciopero generale", hanno scritto in un comunicato i sindacati delle forze dell'ordine e il Cocer Interforze che comprende Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza. Se verrà rinnovato il blocco del tetto salariale, si legge ancora, "chiederemo le dimissioni di tutti i capi dei vari Corpi e Dipartimenti, civili e militari, e dei relativi ministri poiché non sono stati capaci di rappresentare i sacrifici, la specificità, la professionalità e l'abnegazione del proprio personale. La frattura che si creerebbe in tale scenario sarebbe insanabile; o restano loro oppure tutti quelli chi si sacrificano, ogni giorno e in ogni angolo del Paese e dell'intero mondo per garantire sicurezza e difesa". Immediata la replica di Matteo Renzi, impegnato al vertice Nato di Newport, in Galles: "Riceverò personalmente gli uomini in divisa, ma non accetto ricatti", avrebbe detto ad alcuni membri del suo staff. "Siamo l’unico Paese che ha cinque forze di polizia - avrebbe aggiunto il premier - Se vogliono discutere siamo pronti a farlo, su tutto. Ma non tocchiamo lo stipendio né il posto di lavoro di nessuno. Tuttavia, in un momento di crisi per tutti, fare sciopero perché non ti danno l’aumento quando ci sono milioni di disoccupati è ingiusto". Anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha definito "legittime" le richieste dei sindacati di Polizia, ma "i toni e modi usati ieri sono stati eccessivi. Sono convinto comunque che ci sono le condizioni per affrontare con serenità il problema e risolverlo".



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