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COLPA DELLE STELLE/ Se i giovani (ri)scoprono che l'amore va oltre la morte

Una scena del film (Immagine d'archivio) Una scena del film (Immagine d'archivio)

Così anche oggi, se ami, ami per sempre: anche se non ci credi, anche se ti hanno educato al contrario, anche se sei circondato da amori infranti, anche se tutti ti dicono che il "per sempre" nell'amore non esiste. Anche se è così, Alice, se ama, ama infinito. 

Gli adolescenti sanno amare e sanno che è per sempre ma non hanno le parole perché non gliele abbiamo dette più, perché abbiamo raccontato loro un'altra storia e abbiamo detto loro che il "per sempre" non c'è più neanche nelle favole. Allora cosa fanno? Una storia in cui la morte non è più quella dei draghi ma è quella vera: della malattia senza metafora. Così se tu, grande, l'amore me lo racconti senza il "per sempre", allora oggi il romanzo top dell'amore, nel cuore di una quindicenne è l'amore tra due moribondi. La morte diventa il criterio di discernimento della vita. I nostri adolescenti - diversamente dagli adulti eterni adolescenti - si sono già accorti che si vive solo una volta. E quel vivere una volta sola fa sì che le cose divengano uniche. Così, la morte è una sapienza nella vita perché ce ne parla come il concavo parla del convesso. Bella, poi, l'idea di mettere la sala delle riunioni del gruppo di sostegno dei ragazzi malati proprio sotto il centro della chiesa, lì dove si intersecano a croce le navate. Chissà cosa vuol dire. 

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