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CARABINIERE UCCIDE 17ENNE/ Davide, la tua morte sfida l'omertà della gente

Pubblicazione:sabato 6 settembre 2014

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C'è uno scollamento incolmabile tra lo stato, con le sue colpe, e la gente, che di colpe non ne avrà molte, all'origine, ma ne ha accumulate parecchie, con la connivenza e l'omertà.

Per questo la tragedia di Davide è delicata. Perché è improbabile che parta un colpo per sbaglio da una pistola, e che arrivi diretto al cuore. Perché non si ammanetta un ragazzino a terra, quando bastano due braccia robuste per tenerlo fermo, prima di verificare chi è e come sta, anche se non ti immagini la sua morte. E pure, è improbabile che i carabinieri abbiano voluto uccidere così, da cecchini, un adolescente con al massimo qualche amicizia sbandata. 

Bisognerà avere il coraggio di raccontare tutta la verità, dall'una e dall'altra parte; di fare giustizia, quella che possono fare gli uomini, ché la morte di un figlio non è ripagata da nessuna giustizia, e la vita distrutta di chi ha ucciso neppure. Bisogna evitare che un "errore", magari dettato dalla paura o inesperienza, criminalizzi chi lavora indefessamente e sottopagato, sottoprotetto, per difendere qualche brandello di questo paese lacerato e allo sbando. Che se colpe ci sono, non vengano nascoste, e non ricadano per ripicca su tutte le forze dell'ordine, dimenticando le promesse di un ingaggio che premi la loro dedizione. Bisognerà lavorare molto, senza strumentalizzazioni, perché gli abitanti del quartiere Traiano siano consolati, rassicurati, che lo stato si faccia loro presente non con soliti proclami, ma con un sostegno concreto al disagio, ala disoccupazione, alla paura. O ci si sparerà per le strade ancora, sempre di più, dall'una e dall'altra parte.



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COMMENTI
06/09/2014 - Speranza (Giovanni Ange)

Nell'articolo è ben descritta la tragedia umana del ragazzo ucciso in un quartiere dei peggiori di Napoli dove vige per chi guarda la legge della omertà e della complicità con il sistema camorra. Non si è infatti solo vittime ma anche complici della menzogna come ci ha insegnato Havel. Sembra impossibile cambiare. Per noi napoletani! Eppure senza la speranza del cambiamento, quei germi di bene che improvvisamente nascono, non si può vivere. E la società civile, con in prima linea la Chiesa, è al momento l'unica offerta di speranza di ricostruire un tessuto lacerato e che episodi come questi emarginano sempre più. L'indignazione è incapace da sola di cambiare e far cambiare. Come da me in Sanità! Anche se sentire il parroco che dice che 'qui lo Stato non si vede' non è il massimo. Sia perché è vero e bisogna chiedersi il perché: è lo Stato che non c'è o non viene fatto entrare. Sia perché anche la Chiesa ha la responsabilità di ri-educare un popolo alquanto indocibile. Germi di bene. Quotidiani. Tante volte da attendere. Auguriamoci che la Madonna De La Salette cui è dedicata una Chiesa del Rione Traiano aiuti noi...come si esclama a Napoli quando accade qualche evento brutto: Mamma d''a salette!

 
06/09/2014 - Una disgrazia evitabile (Duilio Sala)

Premetto che sono sinceramente addolorato per la morte di questo ragazzo che, a 17 anni aveva ancora tutta la vita davanti. Ma ho anche qualche "ma" da aggiungere. 1: E' normale che si circoli in tre su un motorino? 2: E' normale che nessuno dei tre porti il casco? 3: E' normale che non ci si fermi a un posto di blocco? 4: E' normale che il motorino non sia (se ho capito bene) ne' assicurato ne' immatricolato? Purtroppo sembra invece che in certe città sia tutto normalissimo, con le conseguenze che tutto questo comporta. Grazie Duilio