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CARABINIERE UCCIDE 17ENNE/ Davide, la tua morte sfida l'omertà della gente

Pubblicazione:sabato 6 settembre 2014

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La tragedia del ragazzo ucciso a Napoli non va messa in relazione con la protesta delle forze di sicurezza davanti alla scelta dei mancati aumenti salariali, con toni troppo definitivi e arroganti. Eppure, lo fanno tutti. È una terribile fatalità, che pone al centro dell'attenzione i custodi dell'ordine, e rischia di trasformarsi, ancora una volta, in un dibattito ingiusto e abusato sul loro ruolo, potere e riconoscimento pubblico, con difensori e accusatori affatto innocenti e imparziali, ma deviati nel giudizio  da opposte ideologie e interessi. Bisogna sfuggire ai luoghi comuni, di chi inveisce contro i "servi del potere", e chi giustifica eventuali colpe bilanciandole con le difficoltà, le pressioni di un lavoro sottostimato. 

Non è doppiopesismo, è guardare realisticamente alle differenze tra i fatti. Un ragazzino saluta la madre, e si fa ancora un giro in motorino, la sera. È un quartiere disgraziato, per l'alto tasso di criminalità che lo offende, presidiato da pattuglie che fanno quel che possono, osteggiate tra l'altro da una popolazione in parte collusa o troppo spaventata per stare dalla parte giusta. Sul motorino salgono in tre, ed è evidente che non si può, non si fa, è pericoloso, e contro la legge. Ma a Napoli capita, è quasi normale. Sul motorino c'è un pregiudicato, latitante. Non è normale, salvo che a Napoli, appunto. È ovvio invece che i carabinieri in ricognizione intimino l'alt, e che partano all'inseguimento, al mancato stop dei centauri. Il mezzo perde il controllo, si rovescia, il più accorto e probabilmente l'unico che davvero doveva darsi alla fuga, scappa. Vengono bloccati gli altri due, e a quel punto si apre il giallo, che richiederà un'attenta indagine della magistratura. 

Secondo i militari, mentre si mettono in sicurezza i due ragazzi, parte accidentalmente un colpo dalla pistola d'ordinanza che colpisce al cuore Davide, diciassette anni. Un dramma tanto casuale, dicono, che i carabinieri ammanettano il giovane a terra esanime, credendolo solo stordito dalla caduta. Secondo i familiari, gli amici, e la gente del rione, si è trattato di un assassinio a freddo: un carabiniere avrebbe sparato, per uccidere, e ora si coprirebbe con false testimonianze dei colleghi. Da qui la rabbia, la protesta, le auto sfasciate. Cosa non nuova, purtroppo, anche quando vengono arrestati delinquenti affiliati alla camorra, potere neanche tanto occulto, e rispettato come solo potere. 

La storia tremenda di Davide dunque si  svolge su un terreno macchiato da sospetti e odi atavici, una zona off limit per chiunque indossi una divisa. Dove regna e dà lavoro il crimine, non c'è posto per chi lo combatte, anche se si tratta di ragazzi come i tuoi, che guadagnano poco più di 1000 euro al mese e rischiano tanto, a fronte di chi guadagna il doppio con lo spaccio, la prostituzione, le vendette armate.


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COMMENTI
06/09/2014 - Speranza (Giovanni Ange)

Nell'articolo è ben descritta la tragedia umana del ragazzo ucciso in un quartiere dei peggiori di Napoli dove vige per chi guarda la legge della omertà e della complicità con il sistema camorra. Non si è infatti solo vittime ma anche complici della menzogna come ci ha insegnato Havel. Sembra impossibile cambiare. Per noi napoletani! Eppure senza la speranza del cambiamento, quei germi di bene che improvvisamente nascono, non si può vivere. E la società civile, con in prima linea la Chiesa, è al momento l'unica offerta di speranza di ricostruire un tessuto lacerato e che episodi come questi emarginano sempre più. L'indignazione è incapace da sola di cambiare e far cambiare. Come da me in Sanità! Anche se sentire il parroco che dice che 'qui lo Stato non si vede' non è il massimo. Sia perché è vero e bisogna chiedersi il perché: è lo Stato che non c'è o non viene fatto entrare. Sia perché anche la Chiesa ha la responsabilità di ri-educare un popolo alquanto indocibile. Germi di bene. Quotidiani. Tante volte da attendere. Auguriamoci che la Madonna De La Salette cui è dedicata una Chiesa del Rione Traiano aiuti noi...come si esclama a Napoli quando accade qualche evento brutto: Mamma d''a salette!

 
06/09/2014 - Una disgrazia evitabile (Duilio Sala)

Premetto che sono sinceramente addolorato per la morte di questo ragazzo che, a 17 anni aveva ancora tutta la vita davanti. Ma ho anche qualche "ma" da aggiungere. 1: E' normale che si circoli in tre su un motorino? 2: E' normale che nessuno dei tre porti il casco? 3: E' normale che non ci si fermi a un posto di blocco? 4: E' normale che il motorino non sia (se ho capito bene) ne' assicurato ne' immatricolato? Purtroppo sembra invece che in certe città sia tutto normalissimo, con le conseguenze che tutto questo comporta. Grazie Duilio