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Cronaca

ISLAM/ Il vescovo di Imola: i musulmani condannino le persecuzioni o lascino l'Italia

I musulmani moderati devono condannare le persecuzioni in atto nel mondo altrimenti è meglio che lascino l'Italia. Lo ha scritto il vescovo di Imola, ecco di cosa si tratta

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Una presa di posizione che immancabilmente aprirà polemiche, quella del vescovo di Imola Tommaso Ghirelli. I musulmani che vivono nel nostro paese, ha scritto in una lettera pubblicata sulla rivista Il nuovo diario, prendano posizione contro le persecuzioni e gli atti di crudeltà in certe aree del mondo altrimenti "dovrebbero avere il coraggio di allontanarsi dalle nostre terre, perché nessuno vuole avere nemici in casa". Parole dure come si vede, a cui aggiunge il dovere di superare buonismo e intolleranza. Lo chiede ai politici: "Avete il dovere di proteggere e difendere non la supremazia, ma la vita e la libertà delle persone, altrimenti pagherete caro ogni silenzio ed atteggiamento di viltà. E noi cittadini finiamola di prendercela in blocco con gli stranieri. Chiediamo piuttosto agli islamici presenti tra noi di dimostrarsi uomini d’onore, di prendere posizione pubblicamente contro le persecuzioni e gli atti di crudeltà". Monsignor Ghirelli conclude dicendo di essere consapevole che i musulmani moderati sono intimoriti dai violenti, ma "è arrivato il momento di rompere il circolo vizioso dei sorpresi superando sia il buonismo sia l'intolleranza".

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COMMENTI
06/09/2014 - presa di posizione: è testimonianza di fede (roberto cagnoni)

Sono d'accordo con le posizioni del vescovo di Imola perché solo riconoscendo la nostra umanità possiamo condividere un comune cammino nella storia della vita. Lo dimostra il fatto che Cristo diventando uomo come noi ha riconosciuto la sacralità della vita e l'obbedienza alla volontà del Padre. E' vero che la Chiesa riconosce il martirio come battesimo di sangue. Anche a noi può essere richiesto di morire in croce, come stanno facendo i nostri fratelli siriani e iracheni, ma questo non toglie il fatto che per assicurare ai nostri figli una vita dignitosa e la possibilità di continuare a vivere, professare e testimoniare la nostra fede sia necessario stimolare il popolo musulmano che vive nelle nostre comunità a prendere le distanze e condannare pubblicamente atti violenti in nome di Dio che è amore. Servirà a noi ma anche loro potranno prendere coscienza della loro umanità che è uguale alla nostra, se veramente siamo tutti figli di un unico Dio.