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MAESTRE VIOLENTE/ "Porco" e giù botte: ma c'è una Napoli che impara dai bambini

Un caso di cronaca scioccante (a Napoli): tre maestre filmate mentre maltrattano, picchiano e insultano i bambini. Stavolta gli adulti si sono fidati di loro. MADDALENA BERTOLINI

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Sono state arrestate tre maestre a Palma Campania e ne riportiamo testualmente i nomi: Carmela Graziano, Giovanna Donnarumma e Rosa Ambrosio. L'accusa è di maltrattamenti sui bambini che avevano in classe, e sono fondate sulle videoregistrazioni, fatte nell'Istituto comprensivo per l'infanzia "V. Russo" (Napoli) dopo la denuncia di una mamma ai carabinieri: nell'ambito di 15 giorni di intercettazioni, ben 66 sono stati gli episodi rilevati dalle telecamere nascoste.

"Porco, porco, e come puzzi", "adesso se ne deve andare a fare in culo!" o ancora "ma questo stupido! Ti devi mettere qua". Sono solo alcune delle frasi-shock estrapolate ma a parole di tale tono spesso venivano associate vere e proprie violenze fisiche, quali pugni, schiaffi, tirate violente di capelli, spintoni; spesso i bambini venivano lasciati a terra oppure soli, isolati nell'angolo.

Roba da non crederci, se i filmati non parlassero chiaro. Roba che non avremmo creduto possibile, se fosse solo riferita da frasi impacciate e frammentarie, riportate dagli alunni.

Eppure è tutto vero.

Beh, verrebbe da dire, fortuna che i Carabinieri hanno creduto ai genitori; no, niente fortuna, è vero invece che delle brave persone che fanno parte dell'Arma dei Carabinieri hanno fatto il loro dovere. Hanno ascoltato delle altre persone, dei genitori, che si sono fatte avanti e hanno parlato, dentro ansie e preoccupazioni, che si sono affidati alle autorità (non è cosa da poco) senza cercare di farsi giustizia o risolverla da sé. Ancora: grazie a queste stesse persone, madri, padri, in grado di ascoltare i loro figli, coglierne i cambiamenti, percepire la verità e capaci di raccogliere piccole testimonianze confuse e dolorose, vergognose.

Certo, perché la violenza di tal fatta, compiuta da individui che impersonano autorità (in questo caso non autorevolezza) e che agiscono usando umiliazioni e derisioni, non è facile da denunciare, da dire. La denigrazione è il modo più vigliacco ma purtroppo spesso il più efficace; "divide et impera" dicevano i latini, che è la stessa leva usata nei grandi genocidi della storia: si possono eliminare, anzi, è tuo dovere favorire l'eliminazione dei parassiti, degli essere inferiori, che siano ebrei, tutsi, armeni, curdi, cristiani, yazidi.

Eppure tali videoregistrazioni pur lasciandoci sgomenti, ci consegnano una meravigliosa notizia: quei bimbi strattonati, percossi, lasciati a terra, appena l'aguzzino girava gli occhi, venivano soccorsi dai compagni. Sono i loro piccoli amici a consolarli, a carezzarli, a cercare di tener loro compagnia.

La solidarietà umana espressa da questi bambini, ancora piccoli, è commovente; scrivo "ancora piccoli" ma non sarebbe meglio l'espressione "perché piccoli"? Non ancora toccati cioè dall'egoismo, dal conformismo, dalle idee malsane... 

Possiamo ancora fidarci dell'innocenza dell'infanzia, cioè della scaturigine di un bene puro, custodito da cuori puri, quella stessa sorgente di bene che viene ricordata nell'espressione "se non ritornerete come bambini"? Beh, parrebbe proprio di sì. 


COMMENTI
07/09/2014 - I bambini sono gli unici da ascoltare, sempre! (Anna Di Gennaro)

Giuste riflessioni, condivisibili. Ma il procuratore ha posto la vera domanda: chi doveva accorgersi per tempo della situazione che degenerava giorno dopo giorno? Perché non intervenire per tempo? A qualcuno fa comodo indossare il paraocchi per lavarsene le mani come Ponzio Pilato...