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CARABINIERE UCCIDE 17ENNE/ Perché a Napoli l'ingiustizia è la prima "chance"?

Pubblicazione:lunedì 8 settembre 2014

Davide Bifolco (Immagine d'archivio) Davide Bifolco (Immagine d'archivio)

Resta il fatto che nella ex capitale del Mezzogiorno che si avvia a diventare per legge città metropolitana con circa quattro milioni di abitanti su un'area così piccola da determinare la più alta densità di popolazione del Paese, sei giovani su dieci non trovano lavoro e tutti quelli che possono scappano via in cerca di un futuro che qui non potrebbero avere. In questo territorio l'economia sommersa e quella criminale − che adesso si vuole far entrare nel calcolo del Pil nelle forme del commercio di droga, della prostituzione e del contrabbando − raggiungono punte del 40 per cento rappresentando per troppe anime, volenti o nolenti, l'unica possibilità di sopravvivenza.



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COMMENTI
09/09/2014 - Le cople sono di tanti! (Luigi PATRINI)

Maria Franzetta ha ragione. La "colpa" di quel morto è soprattutto di chi accetta che a Napoli si vada in giro in tre sul motorino e senza casco e non ci fermi se a dirlo sono le Forze dell'Ordine. Lascia correre oggi, lascia correre domani... poi ci scappa il morto. Anche l'Autorità ha le sue colpe, perché non fa fare adeguatamente ciò che la violazione sistematica delle "regole" imporrebbe.

 
08/09/2014 - Ma è giusto che un "ragazzino" esca alle 3? (Maria Franzetta)

D madre sono vicina alla madre del ragazzo morto perché il suo dolore non potrà mai essere lenito, tuttavia, sempre da madre, mi chiedo: ma perché alle 2:45 del mattino un ragazzo di soli 16 anni indossa il giubboni ed il cappellino (parole della madre) per andare a fare "un giro" invece di stare a letto a dormire per essere riposato il giorno dopo? E perché una madre cosciente e consapevole dei rischi che si corrono per la strada, speciie a quell'ora del mattino quando le discoteche iniziano a far uscire i primi avventori sovente ubriachi ed " impasticciati" che potrebbero provocare incidenti, lascia uscire un ragazzino (a 16 anni non è che appena più che un bambino) per "farsi un giro"? I posti di blocco, specie a quell'ora, vengono effettuati per la nostra sicurezza e da agenti che per ciò rischiano la propria vita. Allora non diamo la colpa unicamente alle forze dell'ordine in maniera aprioristica solo perché la vittima è un bambino, ma colpevolizziamo anche chi non ha vegliato sulla sicurezza del ragazzo impedendogli di uscire in un'ora dedicata al sonno e non ad andare "in giro". Ricordiamoci che essendo il ragazzo minorenne i genitori hanno un obbligo di vigilanza su di lui la cui inosservanza può diventare penalmente rilevante.