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Capodanno 2015/ Come sarà l'anno nuovo? Oltre l'Oroscopo. Le parole di Christine Legarde (1 gennaio 2015)

Previsioni 2015: come sarà l'anno nuovo? I pronostici di San Silvestro: il sondaggio dell'Istituto Toniolo mostra dei dati preoccupanti rispetto al rapporto tra i giovani e il lavoro. 

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CAPODANNO 2015: COME SARA’ L’ANNO NUOVO? LE PAROLE DI CHRISTINE LAGARDE (OGGI 1 GENNAIO 2015) – Anche il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale Christine Legarde, con alcune parole pubblicate su il Sole 24 Ore si è pronunciato sulle prospettive e sulle aspettative per il futuro 2015 che ci attende: “Il 2014 termina e governi, parlamenti e banche centrali affrontano tre scelte: lottare per la crescita o rassegnarsi alla stagnazione, migliorare la stabilità o rischiare di soccombere alla fragilità, agire insieme o da soli. La posta in gioco non potrebbe essere più alta, il 2015 si prospetta un anno decisivo per la comunità mondiale” è il primo commento di Lagarde, che continua occupandosi della deflazione e della disoccupazione e rimarcando che “le stime di crescita globale sono state riviste al ribasso con un 3.8% per il 2015. Ci sono più di 200 milioni di disoccupati” e delineando alcuni punti fondamentali per il prossimo anno. Tra questi, afferma il direttore, ci sarebbero innanzitutto “le misure concordate dai capi di Stato nel G20” e “l’obiettivo di colmare il divario di genere del 25%”, in modo che più di 100 milioni di donne possano trovare un’occupazione. Secondo Lagarde, infine, è “fondamentale portare a termine il programma di riforme finanziarie in agenda” e altrettanto importante è puntare “sulle valide istituzioni già esistenti che si occupano di cooperazione”. 

CAPODANNO 2015: COME SARA’ L’ANNO NUOVO? IL PAPA INDICA UN "METODO" PER LA PACE (OGGI 1 GENNAIO 2015) – Papa Francesco all’Angelus di oggi, 1 gennaio 2015, Capodanno, ha parlato della pace. Sono in tanti ad essersi augurati “la pace nel mondo” in questo primo dell’anno, come in quasi ogni capodanno. Eppure la pace non arriva, non sembra mai poter arrivare, tanto che sono tantissime le persone sfiduciate che ritengono impossibile questo traguardo. Papa Francesco non fa “previsioni”, non pensa a “come sarà il 2015”, ma indica una via. La pace è possibile, ma alla radice della pace c’è la preghiera. “In questo primo giorno dell’anno, nel clima gioioso del Natale, la Chiesa ci invita a fissare lo sguardo sulla Madre di Gesù”. E’ quanto affermato da Papa Francesco all’Angelus aggiungendo che la pace è sempre possibile e la sua radice è la preghiera. “Tutti siamo chiamati a combattere ogni forma di schiavitù e a costruire fraternità. Tutti, ciascuno secondo la propria responsabilità. E ricordate bene: la pace è possibile! E alla radice della pace, sempre c’è la preghiera. Preghiamo per la pace”. Più di una previsione per il 2015, una via e un cammino, indicato da tutti da parte del Pontefice in questo giorno di Capodanno. E forse non deve essere trattata con la superficialità di una posizione scontata (clicca qui per il video).

CAPODANNO 2015: COME SARA’ L’ANNO NUOVO? L'EXPO E IL 2015 PER LA RISTORAZIONE (OGGI 1 GENNAIO 2015) – Con l’arrivo del 2015, oltre a leggere cosa ci riserverà l’oroscopo del nuovo anno, è interessante scoprire anche cosa aspettarci nei ristoranti sparsi sul territorio italiano. Il 2015, infatti, potrebbe portare importanti novità per il gusto e i sapori anche alla luce del fatto che l’Italia sarà protagonista con l’Expo. Per capire cosa mangeremo nei ristoranti il prossimo anno, il sito Dissapore lo ha chiesto a cinque grandi chef come Moreno Cedroni, Lorenzo Cogo, Gennaro Esposito, Ernesto Iaccarino e Marco Martini. I cinque maestri di cucina sono unanimi nello stabilire che nel 2015 ci sarà un ritorno alle cotture vere. Niente cottura al vapore, dunque, ma spazio alla padella e alla brace. A dominare, inoltre, il panorama dei ristoranti, sarà la cucina italiana, grazie soprattutto all’Expo di Milano. Per la tipologia del ristorante che conquisterà il pubblico, invece, le previsioni dicono che gli italiani e non solo opteranno per il ristorante stellato ma allo stesso tempo economico. Tra gli chef che cominceranno a far parlare di sé, invece, ci saranno i giovani  Enrico Crippa, Pino Cuttaia e Niko Romito ma anche un nome internazionale, ovviamente sudamericano: Gastòn Acurio del ristorante Astrid&Gaston. Il 2015, inoltre, sarà l’anno dei menù vegetariani che conquisteranno sempre più spazio nei ristoranti italiani. E per finire, per i vini e i cocktail, ad avere la meglio saranno piante e fiori per colorare il palato dei commensali.

CAPODANNO 2015: COME SARA’ L’ANNO NUOVO? LE PREVISIONI DOPO IL BRINDISI (OGGI 1 GENNAIO 2015) - Capodanno 2015 è ormai arrivato. Ma il prossimo anno come sarà? Sarà iun buon anno oppure ci sarà sfiducia? Oroscopo a parte, cominciamo il nostro viaggio nelle previsioni di Capodanno 2015 dopo il brindisi di San Silvestro. La fiducia dei giovani italiani nei confronti delle opportunità nel mondo del lavoro italiano decresce in picchiata sul finire di questo 2014, quando ancora una volta la disillusione da parte di coloro che occupano la fascia tra i 19 e 32 anni appare più che evidente. Nessun affidamento sulla politica, sulle riforme e sul mondo istituzionale dalle fresche leve italiane: secondo il sondaggio dell’Istituto Toniolo più del 70% dei giovani afferma di non avere fiducia nel fatto che, entro tre anni - dunque entro il 2018 -, l’offerta lavorativa ritorni a crescere nel Bel Paese. Ma non solo: oltre l’85% degli intervistati è convinta che le opportunità e gli sbocchi professionali in Italia non siano sufficienti e per questo motivo l’unico modo per avere un impiego è spostare lo sguardo sui paesi esteri. Il sondaggio ha anche vagliato le cause ritenute ai giovani come le principali che fanno scaturire un giudizio così negativo a proposito del mondo del lavoro: il 37.3% ritiene che in Italia manchi l’offerta necessaria, sia in termini qualitativi che quantitativi, il 20.9% invece è convinto che i metodi di reclutamento dei lavoratori non siano efficaci e dunque l’offerta non sia in grado di raggiungere la domanda. Il 19.2% reputa la crisi economica l’unica responsabile del declino, mentre percentuali minori di intervistati sono convinti che gli manchi l’esperienza necessaria per trovare un buon impiego, nonché di essere carenti in ambito di formazione. Infine, circa il 75.7% dei giovani tra i 19 e i 32 anni rinuncia a fare progetti sul futuro, che vede come una grossa incognita: per molti l’obiettivo è trovare un lavoro, non importa quale e in che modo contribuisca alla propria soddisfazione personale.

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