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CAOS ETEROLOGA/ Quando il bene del figlio diventa il male della madre

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Con molta probabilità, tale trascrizione, che ripete quanto scritto nell'atto di nascita spagnolo, cioè la presenza di due madri, qualora venga compiuta, sarà annullata ad opera del prefetto, viste le dichiarazioni di oggi del Governo circa la non trascrivibilità di atti di stato civile ottenuti all'esterno secondo regole non riconosciute in sede nazionale. E, tuttavia, questo giusto richiamo a rispettare il diritto nazionale non cancella la problematicità e anche la contraddittorietà delle scelte compiute dai nostri giudici, pronti a modificare tali regole in nome di fatti — quali la presenza di figli sul territorio nazionale — che in effetti chiedono di essere tenuti nel debito conto. 

Tutto questo rivela come, in una situazione di instabilità culturale e sociale, l'ordinamento viva una fase di disorientamento in cui vengono meno gli argini entro cui incanalare la varietà plurale e confusa dei fatti della vita: il vero o presunto best interest of the child pare essere la regola di fondo, salvo sacrificare ad essa i principi presenti nella legislazione nazionale a tutela dell'ordine pubblico o a tutela delle donne, cui si vuole evitare il trauma di diventare madri surrogate, pagate per produrre ad altre i figli che esse non riescono o non vogliono partorire. 

Occorre mantenere desta l'attenzione verso questo caotico stato di fatto, dunque, affinché il bene di uno non si trasformi nel male per altri: un corretto bilanciamento degli interessi è quanto dovrebbe compiere il legislatore, che sarà poi chiamato a rispondere in sede politica della ragionevolezza delle proprie scelte. E occorre anche che la legge venga rispettata, senza fughe in avanti e scelte eccessivamente creative operate dai giudici per adattare — ma solo caso per caso — le norme giuridiche ad una realtà dei fatti che va mutando e trasformandosi di giorno in giorno.  

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COMMENTI
18/01/2015 - Governo e giudici in contrasto. (umberto persegati)

Apprezzabile lo scritto. Dissento sul punto che il Governo abbia il potere di non attenersi alla sentenza, per quanto illegittima del Giudice, salvo che un Giudice superiore la riformi.