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VIA IL LAVORO DALLE CARCERI?/ Manconi: è la vittoria dei giustizialisti

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Hanno quel diritto, eccome. Va ricordato, infatti, che la reclusione comporta la privazione della libertà, ma non certo l'annullamento degli altri diritti, garanzie, facoltà, che sono propri di ciascun individuo e inalienabili. Senza dubbio il carcere comporta la compressione di alcuni diritti e la loro più faticosa applicazione, determina limitazione e sospensione nell'esercizio di alcune libertà, ma tutto questo va puntualmente motivato e può essere sottoposto ad appello e ricorso. Nessun'altra privazione di diritto è consentita. D'altra parte, l'opportunità di svolgere un'attività lavorativa risponde a quella finalità rieducativa della pena così tassativamente prevista dalla carta costituzionale. E la possibilità di ricorrere a forme di protesta qualora ci si ritenga vittime di comportamenti ingiusti corrisponde a un fondamentale atto di libertà. Se, pertanto, in presenza di forme pacifiche di protesta, vi fossero ritorsioni, esse sarebbero, appunto, ritorsioni: esercizio illegale di potere.



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