BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

PAPA IN SRI LANKA/ Le parole di Francesco sorprendono i buddisti al potere

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Ho cercato di verificare se il messaggio di Papa Francesco tiene alla prova dei fatti. Ho varcato a piedi scalzi il Gangarama Temple, il più importante e conosciuto tempio buddista del paese, tra la residenza presidenziale e il gabinetto del primo ministro, luogo di passaggio, a Colombo, dell'élite governativa srilankese. La comunità buddista, la più influente e maggioritaria, conta veri e propri centri di cultura e di potere, determinanti nelle dinamiche della nazione. Mi sono trovata in un cortile dominato dall'imponente Chaittaya, il reliquiario sacro, intorno a cui ruotano strutture coloniali con 200 anni di storia. Ci vivono 9 monaci capeggiati dal carismatico e dinamico Galboda Gnanissara, il più autorevole interprete del buddismo theravada dello Sri Lanka, la corrente ortodossa della religione praticata da oltre il 70 per cento della popolazione. Tra statue sacre, rappresentazioni di Buddha, vetrine con cimeli, il primo ascensore della città e uno dei 40 elefanti che hanno accolto all'aeroporto il Papa, si srotola la storia di una comunità che condiziona la vita del paese, protagonista con altri dell'incontro interreligioso al Bandaranaike memorial. 

Ho scoperto, parlando con monaci arancio-vestiti, che il messaggio di pace e riconciliazione di Francesco ha convinto i leader delle componenti etniche e religiose dello Sri Lanka, ma anche i fedeli comuni. Aruna, uno dei monaci del tempio, mi ha parlato di Bergoglio come dell'uomo più puro e onesto che abbia mai conosciuto, dicendo che è rimasto colpito dal fatto che non solo crede in Dio, ma che mostra di credere soprattutto nell'uomo. Da dove nasca questa fiducia nell'umanità, noi possiamo ben intuirlo, mentre è legittimo e persino naturale che ad un buddista sfugga. Ma gli acuti osservatori sono andati dritti al cuore della faccenda. Il sacro è uno spazio di garanzia, non una minaccia, ciò che definisce l'uomo è ciò in cui crede, l'ideale per cui è disposto a morire. Ora mi pare evidente che non possa essere solo una matita. O no? 

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
15/01/2015 - Senza parole... (Alberto Pennati)

...questo è il pensiero che ricorre sempre più nella mia mente nel leggere certe notizie. Come quella che ho letto oggi ed attribuita al vescovo di Roma: "se il mio amico dice una parolaccia alla mia mamma, si aspetti un pugno". Rimango senza parole; immediatamente ho pensato a due cose -a) cosa devo dire a mio figlio (7 anni) nel caso capitasse e sapesse delle parole di Bergoglio? -b) quale reazione dovremmo avere noi cristiani nel caso sorprendessimo delle persone (?) mentre rompono una statua della Madre di Dio e poi ci urinano sopra? (cosa già successa, e temo non solo una volta). Mentre rifletterò su entrambe, ripenso al S. Natale, con la mia famiglia davanti alla tv per ascoltare l'Angelus. Pensavo: un giorno di festa, di gioia, è nato il Salvatore. Alle parole pronunciate sui bambini (che ricorderete), ricordo anche il commento di mio figlio: "ma che cose brutte, un po' di leggerezza, sono un bambino, è Natale".... senza parole.