BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

STATO VEGETATIVO/ Il "risveglio" di Pistorius, una cosa grande come il cielo di Amleto

Pubblicazione:venerdì 16 gennaio 2015

Martin Pistorius con la moglie (Immagine dal web) Martin Pistorius con la moglie (Immagine dal web)

Saranno le donne, i soldi, la carriera ("l'usura, la lussuria, il potere" di Eliot); saranno la famiglia, il calcio, un hobby, il comodo, sarà magari il dogma contemporaneo che a nessuna di queste cose bisogna legarsi, che bisogna essere pronti a cambiare dio ogni cinque minuti: ma inevitabilmente un uomo adora un dio, riconosce uno scopo, un criterio, un valore ultimo in funzione del quale vivere. E ripensavo a una bellissima discussione con una mia alunna musulmana in cui è venuto fuori che il problema non sono le religioni, ma — chiamiamoli così — i fondamentalisti. Ogni religione ha i suoi. Non solo i terroristi islamici e i creazionisti cristiani (intendo quelli che leggono la Bibbia alla lettera e negano l'evoluzione delle specie): gli ultras sono i fondamentalisti del calcio, certi politici e certi finanzieri quelli dei soldi e della politica… E anche il relativismo è una religione, e ha i suoi fondamentalisti, che in nome della tolleranza vorrebbero far fuori tutte le altre religioni eccetto la loro.

Il problema invece non sono le religioni, ma la mancanza — spiega sempre don Giussani in questo testo — del senso del Mistero. Al contrario, "al termine del cammino, quando tutto dovrebbe essere chiaro e compreso, proprio allora saremo costretti a riconoscere che tutto è Mistero". Più ci introduciamo nella comprensione del Mistero di Dio e della realtà — mi permetto di parafrasare, io la capisco così — più ci accorgiamo che quello che capiamo è sempre inevitabilmente una rappresentazione ridotta, inadeguata del mistero inesauribile dell'essere. E ci sono uomini e donne, persone così in tutte le religioni, anche in quella laica, e con questi è sempre possibile incontrarsi, dialogare, vivere in pace.

Che cosa c'entra tutto questo con Pistorius? C'entra perché la sua storia è un fatto, un fatto semplice e incontrovertibile, piantato lì a ricordarci che esistono più cose in cielo e sulla terra di quante ne comprenda la nostra filosofia, e che l'unica posizione davvero ragionevole, davvero dignitosa, davvero umana di fronte alla realtà è adorarla, ascoltarla, indagarla, senza mai la pretesa di aver forgiato la chiave che permetta di strapparle il suo ultimo segreto. Ecco, a me la vicenda di Pistorius ha detto questo.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.