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PAPA/ Bandini: il "pugno" di Francesco? Come le pedate di don Camillo a Peppone

Pubblicazione:sabato 17 gennaio 2015

Immagine di archivio Immagine di archivio

Che ci mancherebbe altro! Pensare che il papa abbia dimenticato il vangelo? D'altro canto anche Gesù quando ha cacciato i mercanti è andato giù pesante e se lo ha fatto Gesù lo può fare anche il papa.

 

E' sorpreso che ci sia ancora gente in questo mondo dei social network che tira fuori un personaggio come don Camillo?

No, dà invece la misura della sua attualità soprattutto nei valori che rappresenta, al di là di questi comportamenti sanguigni che sono lontani milioni di luce dall'oggi, ma assimilabili. Viene dimostrato che quei valori rimangono di estrema attualità anche e soprattutto in questi frangenti drammatici perché poi nessuno faceva del male all'altro, magari scappava qualche sberla o qualche pedata, ma tutto finiva lì, nonostante la realtà di quegli anni fosse molto diversa e ci fossero anche dei morti.

 

Guareschi a proposito dei suoi personaggi ha detto una volta che lo si poteva criticare per don Camillo o per Peppone, ma quello che diceva Gesù era la voce della sua coscienza. 

Ricordo che all'epoca in cui venne girato il primo film fecero un incontro a Reggio Emilia voluto dal Pci per discutere appunto del film e un cronista dell'Unità scrisse: state attenti perché Peppone non è un comunista, Peppone è Guareschi. E lui dalle colonne del Candido rispose: ha perfettamente ragione, non solo Pepppone è Guareschi, don Camillo è Guareschi, ma anche Cristo è Guareschi.

 

Guareschi era anche lui vignettista satirico: oggi avrebbe difeso Charlie Hebdo?

Guareschi difenderebbe senz'altro il diritto della libertà di espressione, usando la frase di Voltaire "non sono d'accordo con quello che dici ma mi batterò fino alla morte per il tuo diritto di esprimerti". Guareschi però non avrebbe mai approvato quel tipo di satira così di estremo cattivo gusto. Le vignette di Hebdo sulla chiesa cattolica non sono state da meno anzi sono state peggio di quelle su Maometto, però nessun cattolico estremista ammesso che esista è andato a sparare. C'è un episodio significativo per spiegare questo.

 

Ci dica.

Nel 1947 successe che i comunisti devastarono la redazione di un giornale, Il Mattino d'Italia, anche se non ci fu per fortuna nessun morto. Bruciarono tutta la carta della tipografia e minacciarono i giornalisti perché non uscisse più il giornale. Su quell'episodio, che non era certo l'unico del genere, Guareschi pubblicò una vignetta dove si vedevano i trinariciuti attaccare un cuoco a un'edicola e la battuta era: "contrordine compagni occorre fermarsi il volantino contiene un errore di stampa, quindi va letta appiccare il fuoco all'edicola". Ha irriso con l'umorismo questo modo di fare violento. Ma la libertà di stampa l'avrebbe difesa sempre, è anche andato in galera per quella.


(Paolo Vites) 



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
17/01/2015 - Adesso capisco.... (Alberto Pennati)

...le simpatie di Bergoglio per Benigni, tanto da citarlo in un'omelia (non di un giorno "qualunque") e definirlo grande: sono entrambi due comici.

 
17/01/2015 - Papa Camillo e Don Francesco (Giuseppe Crippa)

Ringrazio Egidio Bandini – ed anche Paolo Vites – perché questa intervista contribuisce a riconciliarmi con Papa Francesco e le sue frasi che non sempre destano in me immediatamente sentimenti di profonda ammirazione ma comunque raggiungono l’obiettivo di far riflettere, come tuttora mi accade rileggendo le avventure di Don Camillo.