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Cronaca

PAPA NELLE FILIPPINE/ Cosa significano le lacrime di Francesco?

Papa Francesco (Infophoto)Papa Francesco (Infophoto)

Lungo il tragitto si ferma a visitare una casa di pescatori per condividere con la gente il ricordo del dramma che due anni fa spazzò via gran parte dei loro sogni, insieme a familiari e amici. Poi il pranzo in arcivescovado che diventa la scusa per incontrare altri sopravvissuti: ascolta tutte le storie di dolore e perdita che gli vengono presentate, si concede a ciascuno dei presenti. E piange. Poi l’arrivo in cattedrale, l’antica chiesa fondata dai gesuiti, assediata dalla gente. Dentro le panche semivuote, per l’anticipo sul programma di quasi tre ore. Francesco entra di corsa, la tonaca bagnata, il viso segnato da una sofferenza nascosta. Il tempo per gli auguri al cardinale di stato che compie gli anni, l’Ave maria, e il riferimento al meteo che non gli concede alternative, poi via di nuovo verso l’aeroporto.

Il Papa in volo verso Manila, con la veste bagnata, inseguito dalla tempesta. Si saprà dopo della morte di Krystel, la volontaria colpita da un pezzo di impalcatura impazzita per la furia del vento, l’ultima vittima dell’inferno d’acqua, arrivata bagnata in paradiso. E della sofferenza del Papa per l’ennesima morte di Leyte. Come, una volta a Manila, scopriremo che il nostro aereo, con a bordo il successore di Pietro, è stato l’ultimo a decollare dall’aeroporto di Tacloban, prima della sua chiusura per le impossibili condizioni meteo. Sapremo che c’è un eroismo che non sfugge alla povera gente, una volontà di essere presente alla sofferenza altrui che commuove e muove. Un modo di predicare che prende le viscere e il cuore, li stritola e li restituisce consolati. Sapremo che si può essere padre anche in silenzio. Semplicemente guardando la Croce o prendendo per mano la mamma celeste. E sapremo che saremo sempre grati di essere stati testimoni di tutto ciò.

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