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LETTURE/ Chi vorrebbe perdere il rispetto di se stesso?

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Non è pensabile che chi viene assegnato ad una cattedra possa non presentarsi mai e chiedere, ottenendolo, il trasferimento a sede più comoda. Come dicevo prima, devono essere preservati i diritti di tutti, ma credo sia evidente come ci sia una parte più debole, gli studenti, che non vengono tutelati da nessuno e che sono in balia del destino. Ma poi, emerge in tutta la sua forza il secondo punto. "Ogni uomo - dice Kant nella Metafisica dei costumi - pretende legittimamente il rispetto dai propri simili, ed è reciprocamente obbligato allo stesso rispetto verso gli altri. L'umanità stessa è una dignità, poiché infatti l'uomo non può essere usato da un altro (né da altri né da lui stesso) soltanto come mezzo, ma deve sempre essere usato al tempo stesso come scopo, e in ciò consiste appunto la sua dignità (la personalità)". Io penso che se vogliamo un futuro diverso per noi e per i nostri figli non possiamo non affrontare il tema del rispetto. Che è un tema semantico e di significato, ma anche pratico. 

Rispetto delle regole. Rispetto delle persone. Rispetto della natura. Rispetto degli animali. Ma mi viene difficile pensare che tutte queste forme di rispetto possano avere un domani, quando non ripartiamo dalle persone, in particolar modo da quelle che stiamo educando oggi per essere bravi cittadini domani. Che fiducia può coltivare mio figlio in uno Stato che, alla tenera età di otto anni, non è in grado di assicurargli neppure una formazione adeguata? Che lo illude e poi lo delude da tre anni di aver finalmente trovato la persona capace di insegnargli qualcosa. L'unico futuro certo è quello che abbiamo in casa con noi. I nostri figli. Cerchiamo di non buttare via anche questo. Sarebbe imperdonabile.



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