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Cronaca

CAPODANNO A NEW YORK/ Devi andare negli Usa per scoprire quanto vale (e piace) l'Italia?

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Tutto esaurito e la coda di gente che aspetta. E' in questi momenti che mi viene da pensare che, in fondo, la rivoluzione da fare nel nostro Paese è proprio questa. Non tanto, o non solo, quella della burocrazia che ci rallenta, delle Istituzioni da ammodernare, quanto piuttosto quello della cultura che dobbiamo recuperare. Quella della nostra tradizione. Della nostra storia. Delle nostre ricchezze locali. Quella della terra. Dovremo probabilmente ricominciare a "camminare la terra" come diceva Luigi Veronelli. O forse dovremmo semplicemente tornare ai valori semplici, genuini e veri che si ritrovano leggendo "La guerra dei nostri nonni" di Aldo Cazzullo. 

E qui veniamo alla seconda parte riflessione di queste vacanze natalizie. "Forse può essere utile a tutti noi italiani - scrive Cazzullo nelle prime pagine -  ora che abbiamo sempre meno fiducia in noi stessi e nel nostro futuro, ricordare che un secolo fa l'Italia fu sottoposta alla prima grande prova della sua giovane storia. Poteva essere spazzata via; invece resistette. Dimostrò di non essere soltanto 'un nome geografico, come credevano gli austriaci, ma una nazione'". E ancora: "(tutto questo, ndr) ...aiuta a ricordarci chi siamo, su quali sofferenze si fondano la nostra indipendenza, la nostra libertà, il nostro benessere, per quanto declinante; e può essere utile a ritrovare la consapevolezza di noi stessi e la speranza in un avvenire che non è segnato né nel bene né nel male, ma dipende soprattutto da noi". 

Leggere le storie straordinarie delle donne e degli uomini che in quegli anni hanno dato un futuro al nostro Paese è una lezione civica e morale che fa bene al cuore e dovrebbe ridare slancio a tutti e farci guardare al nuovo anno che abbiamo appena iniziato con la consapevolezza che esiste la possibilità di un'Italia diversa e di successo. Gli altri se ne sono già accorti. Quando ce e accorgeremo anche noi?

 

 

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COMMENTI
02/01/2015 - Sono stanco di retorica "made in Italy" (Giuseppe Crippa)

Additare la prima guerra mondiale, con la morte di 600mila giovani italiani come momento fondante della nostra indipendenza, libertà e benessere non mi sembra particolarmente centrato. Forse il vino comperato a 20 dollari non era il frizzante e leggerino lambrusco ma un ben più corposo barolo…