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CAPODANNO A NEW YORK/ Devi andare negli Usa per scoprire quanto vale (e piace) l'Italia?

Pubblicazione:venerdì 2 gennaio 2015

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CAPODANNO A NEW YORK. Capita di passare il Capodanno a New York e di riflettere sul nostro Paese, guardandolo da lontano. Leggendo le notizie a migliaia di chilometri di distanza con quel distacco che talvolta non è possibile quando si è immersi nella realtà in cui si vive quotidianamente. Capita anche di allietare il periodo di vacanza con la famiglia leggendo un bel libro che stimola ulteriori ragionamenti e pensieri sull'Italia. E' quanto mi sta succedendo in questi giorni di riposo e svago in giro per la Grande Mela. 

La prima delle due considerazioni nasce dalla percezione del valore che qui si attribuisce ai nostri prodotti e, indirettamente, all'Italia vera. La sera del 31, passata in giro per la città tra attrazioni turistiche e semplice shopping, è culminata in una frettolosa spesa fatta da Eataly, nello store collocato sotto il suggestivo palazzo del 'Flat Iron', per preparare una semplice cena di Capodanno con i bambini nell'appartamento che abbiamo affittato per la nostra vacanza. 

All'interno si stava preparando un veglione con sette portate e tutto esaurito. Nei pochi minuti che precedevano la chiusura del negozio, ci siamo aggirati tra i banconi e abbiamo preso quello che ci serviva. Prosciutto, pasta, sugo, formaggi, un dolce e una bottiglia di Lambrusco. Tutti prodotti italiani. Niente di particolarmente sofisticato. Ebbene, in pochi minuti e senza aver selezionato nulla di particolarmente ricercato abbiamo pagato un conto di 100 dollari. Il Lambrusco da solo ne valeva 19. Per chi non lo sapesse, Eataly a New York è uno dei posti più visitati della città insieme all'Empire State Building e fattura all'anno circa 80 milioni di dollari. Questo significa che il livello di attrazione di questo posto è incredibile. E cosa lo rende così affascinante? I prodotti che si possono acquistare. Cioè, l'Italia. Perché chi entra qui, lo fa per la certezza di mangiare e bere qualcosa di assolutamente straordinario, unico, genuino. 

Perché pagare una bottiglia di ottimo lambrusco più del doppio (se non il triplo) di quanto si spenda da noi per acquistare esattamente lo stesso prodotto, vuol dire che i newyorchesi ci riconoscono, e sono disposti a pagare molto, moltissimo pur di poter gustare quello che la nostra terra, le nostre aziende agricole e i nostri imprenditori sanno produrre, o meglio ancora creare. E' questo il valore che possiamo e dobbiamo generare. Si parla spesso di eccellenza italiana e di made in Italy. Qui ne ho avuto una testimonianza concreta e reale.

Non solo da Eataly. La sera dopo cenando alla pizzeria Ribalta (tra la Broadway e la Dodicesima) dove la tradizione italiana si concretizza in una pasta che lievita per 72 ore assicurando un gusto straordinario e una digeribilità ottima, la scena era la stessa. 


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COMMENTI
02/01/2015 - Sono stanco di retorica "made in Italy" (Giuseppe Crippa)

Additare la prima guerra mondiale, con la morte di 600mila giovani italiani come momento fondante della nostra indipendenza, libertà e benessere non mi sembra particolarmente centrato. Forse il vino comperato a 20 dollari non era il frizzante e leggerino lambrusco ma un ben più corposo barolo…