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Cronaca

IL CASO/ Renzi regala il bonus bebè a Civati e Fassina? Ha fatto meglio la Fiat...

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In realtà, inizialmente il bonus bebè era destinato a 415mila famiglie, perché il ddl del Governo prevedeva un tetto di reddito di 90mila euro, senza legarlo all'Isee (che comunque sarebbe stato in quel caso di 36mila). Abbassando il tetto e legandosi all'Isee, la legge di stabilità ha perso per strada circa 85mila famiglie. Uno può dire: sarebbe bello aiutare tutti ma le risorse sono limitate. 

Ma non è andata così. E' andata che tra il dire (il primo annuncio generico di Renzi nel salotto tv di Barbara D'Urso) e il fare (il sì definitivo alla legge di stabilità) c'è di mezzo il compromesso al ribasso con la sinistra Pd, che con una serie di emendamenti "anti-povertà" ha chiesto anche una ristrutturazione del bonus bebè, destinandolo solo alle famiglie più povere: la proposta di Stefano Fassina e Pippo Civati prevedeva un tetto Isee addirittura di soli 15mila euro. Sempre cedendo ai pauperismi dei sullodati è stata eliminata la norma secondo cui il limite di reddito non valeva per i figli dal quinto in poi. 

Così che ora, oltre i 25mila euro di Isee, i 960 euro all'anno non si potranno ottenere, anche se la famiglia è molto numerosa. Ciàpel. Brutta roba il pauperismo (perché questa mentalità, s'intende, viene da lontano e va ahimè ben oltre i valenti pippicivati e stefanifassina): sembra una propensione ai poveri, ma è più una pervicacia ideologica; sembra allargare l'attenzione al bisogno reale, invece riduce l'area del bisogno a quello più acuto per meglio poterlo usare politicamente e gestire assistenzialisticamente. Risulta dunque una palla al piede delle politiche di crescita e in particolare, nel caso nostro, al decollo di serie politiche familiari. 

E infatti il pur positivo provvedimento di Renzi potrà forse preludere, se vogliamo essere ottimisti, a  future politiche familiari, ma intanto non ne rappresenta un vero debutto. Eh sì perché l'Italia, che porta scritto "famiglia" a lettere cubitali nella Costituzione, è il fanalino di coda in Europa per le politiche familiari, al punto da beccarsi un rimbrottino che più esplicito non si può da papa Francesco in persona. Per le politiche familiari la Gran Bretagna spende il 2,5% del Pil, Francia e Germania il 3%, noi lo 0,9. Negli ultimi 10 anni le famiglie italiane hanno perso 6mila euro di reddito annuo, ridotto dal 20% al 9 la propensione al risparmio, a differenza degli altri paesi sopra citati. Fanalino di coda lo siamo in Europa e quasi-fanalino nel mondo per l'indice di natività: la media mondiale è 20 nati per mille abitanti (40-50 nei paesi africani); ma stando ai paesi industriali: Stati Uniti 14 per mille, Irlanda 15, Francia 11, Germania 9, Italia 8, insieme alla Spagna. In fondo alla classifica per politiche familiari, in fondo pure per natività. Le nostre mamme partoriscono in media 1,4 figli, gli altri paesi europei avanzati circa 2 (che evita il calo demografico: in Italia abbiamo 500mila nascite e 600mila morti).


COMMENTI
02/01/2015 - Italia nazione per morituri? (Carlo Cerofolini)

L’Italia oltre a essere un paese vecchio ma non per vecchi non è un paese adatto ai giovani e neppure ai neonati, andando quindi di questo passo non è che prossimamente sarà solo una nazione per soli morituri?