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PAPA/ Francesco parte dalle Filippine e porta in Europa la tenerezza dei santi

Pubblicazione:martedì 20 gennaio 2015

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Ne abbiamo la sicurezza. Anche lui ha pianto. Quando è arrivato nella nostra zona, in fondo all'aereo, circa 60 minuti dopo il decollo dall'aeroporto di Manila, era contento. E ansioso direi. Sembrava persino riposato. E questo ha davvero del miracoloso, perché i ritmi di questa visita moltiplicata per due in Asia sono stati massacranti. La prima domanda della conferenza ad alta quota era scontata, ma la collega filippina che l'ha posta ha trovato una chiave nuova, suggerita da una confidenza fatta dal cardinale Tagle circa un Papa autodefinitosi "edificato" dall'esperienza appena vissuta nelle Filippine: che cosa ha imparato da noi? 

L'espressione di Francesco, sommo pontefice romano, cambia e diventa quello di un bambino ancora sopraffatto da un'emozione enorme. In un istante ho ritrovato il volto annichilito di Tacloban, quell'uomo gravato dal dolore e dalla compassione per un il popolo in eterna tensione con le forze della natura. Ha aspettato un secondo di troppo per rispondere, rivelando un anima che ha bisogno ancora di gestire e ordinare ferite e colpi. Poi ha esordito: "i gesti". 

Così abbiamo scoperto che il pontefice capace di radunare tra i 6 e i 7 milioni di persone, di incantare due città e due paesi, di smuovere folle e provocare deliri, di scatenare una mania collettiva, non pericolosa ma contagiosa si è lasciato guardare, sì, ma ha soprattutto guardato. Scorreva lungo le arterie di Manila, paralizzata e concentrata su di lui, in una marcia trionfale che farebbe girare la testa al più umile dei santi, strattonato e invocato da milioni di occhi, mani, corpi e voci, e lui guardava. Assorbiva i gesti. E si commuoveva. Fino alla lacrime. Perché ci ha detto, erano gesti buoni, sentiti, amorevoli, che avevano dentro tutto: la fede, l'amore, i dolori, le delusioni, il futuro. Nel gesto dei tanti padri che alzavano i figli oltre la barriera umana per una benedizione, Papa Bergoglio ha riconosciuto la sincera e semplice fede popolare, l'amore totale del Padre verso il figlio, la dignità di mamme fiere di esibire figli disabili, la gioia pura di chi sa per cosa vivere e lavorare, che dietro il sorriso non nasconde ma rivela la normalità di fatica e problemi. 

Fin qui un racconto, che a chi legge può apparire quello di un vecchietto sopraffatto da troppe emozioni, se non fosse che le lacrime sono arrivate di nuovo, "lavando gli occhi" e facendo vedere in modo diverso la realtà. Papa Francesco è un uomo che non deve imparare a piangere, come gran parte del mondo occidentale. E' capace di compassione e pietà, di vivere con lo sguardo profondo che appartiene ai semplici e ai santi. E' l'uomo e il Papa che si è lasciato annientare non dalla furia della tempesta tropicale, ma dall'enormità morale di un popolo, quello di Tacloban, che non ha perso la fede dopo un disastro che ha portato via tutto. 


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COMMENTI
20/01/2015 - Sensibilità femminili (Giuseppe Crippa)

Soltanto una squisita sensibilità femminile poteva scrivere queste righe che mi aiutano a vedere questa visita ed a leggere le esternazioni papali in una prospettiva diversa… ma non è facilissimo: la sensibilità di mia moglie, per esempio, è stata ferita dal rimprovero del Papa alla mamma di otto figli perché rivolto solo alla donna senza neppure un accenno a suo marito. Bell’articolo commovente il suo, cara signora Caricato, ma non del tutto convincente.

 
20/01/2015 - W Cristo! W il Papa! (claudia mazzola)

Fatemelo dire: i Papa sono la cosa più bella del mondo che Gesù potesse fare. Io sono completamente affascinata e innamorata della chiesa, dai suoi membri e dal suo popolo.