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PAPA/ Ecco dove sbagliano quelli che dicono…"Francesco è ambiguo"

Pubblicazione:venerdì 23 gennaio 2015 - Ultimo aggiornamento:lunedì 8 giugno 2015, 14.15

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Certo, un Papa "ad ala variabile" richiede ai cattolici un lavoro che i cattolici non hanno mai fatto ascoltando un Papa: devono saperlo ascoltare e capire. Questo è il prezzo che dobbiamo imparare a pagare tutti se vogliamo che il Papa parli con tutti, non solo coi cattolici. Se la mamma dice a Pierino "ti sta bene" perché ha preso un brutto voto a scuola e lei gli aveva detto di non perdere tempo coi videogiochi, quel "ti sta bene" è profondamente diverso da quello che dice il ragazzo alla propria ragazza che vede arrivare con un vestito nuovo.

Testo e contesto: ecco il lavoro che il cattolico deve saper fare oggi. Fino a Papa Francesco il contesto nel quale venivano pronunciate le parole dei papi era quello noto, quello dei cattolici, quello che il mondo cattolico conosceva. Ora, il contesto cambia di volta in volta e bisogna che il cattolico che ascolta il Papa sappia cambiare. Ecco il motivo per cui Papa Francesco può essere interpretato male mentre agli altri Papi questo non accadeva mai. Ed ecco la ragione per cui, per l'attuale Vescovo di Roma, la Verità non è mai una verità blindata, cioè impermeabile ad altri incontri successivi. Quella lui la chiama "ideologia" e la condanna. Sia che venga dal mondo laicista che da quello cattolico. 



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COMMENTI
09/02/2016 - La verità (luisella martin)

La verità, diceva un grande filosofo, quando scende dal cielo si spezza in tante schegge, piccole verità ... La verità che ci offre questo Papa, come tutti i Papi del XX secolo è solo una di quelle schegge! Papa Francesco non è ambiguo, è solo piccolo di fronte a Dio e come tutti i piccoli viene considerato poco da chi si sente colto e sapiente. Anche io come l'autore dell'articolo sono cambiata da quando c'è questo Papa, perché ho davvero capito, a 73 anni, che il capo della Chiesa è Cristo, non il Papa. Sentirmi sorella di questo Papa e di tutti i Papi che mi hanno accompagnata nella vita, è stato consolante, ma la vera gioia è stata quella di sentire che è il Re, il Signore, il Padre nostro ad attendermi ogni giorno per consolarmi ed abbracciarmi.

 
29/12/2015 - Precomprensioni (FRANCA NEGRI)

A me sembra che stia accadendo, nell'ascolto del Papa, quello che l'articolo imputa ai soli cattolici. Tutti, non solo i cattolici, sentono quello che credono già di sapere, ciò che li conferma nella loro precomprensione di Cristo, della Chiesa, della realtà. Il rischio è che nessuno si senta chiamato a cambiare. Poi, come in altre occasioni, trovo inquietante questa continua sottolineatura di una demarcazione, se non di una frattura, che il Papa avrebbe introdotto rispetto ai predecessori. Inquietante e pericolosa. Il nuovo, nella Chiesa, non può che scaturire dallo sviluppo di ciò che è già dato in nuce. Sottolineare differenze radicali ad ogni piè sospinto spezza il filo rosso che è il miracolo della Chiesa.

 
23/01/2015 - Re (Mauro Leonardi)

Sono solito rispondere a ciascun commento ma in questo momento mi è proprio impossibile. Non scambiate pertanto per favore la mia risposta unica per tre persone, per arroganza. Se ci fosse nei miei articoli me ne pento e me ne confesserò, ma credo che a questo Papa interessi non tanto il cristianesimo quanto i cristiani. Cioè proprio noi che ci lamentiamo di lui. Io, da quando lui c'è, sono stato messo in crisi e sono cambiato. Scrivo articoli qui per cercare di mettere in pratica quanto disse l'8 maggio 2013: la verità è un incontro. Una volta tanto la colpa non è né dei giornalisti né dei giornali. È di noi e del nostro poco amore per Gesù. Vogliamo veramente che a tutti giunga l'annuncio? e allora parliamo la lingua di chi ci ascolta. Dobbiamo far lo sforzo di decentrarci dal nostro egocentrismo e spostarci sulla periferia dell'altro. In questo momento i social sono pieni del "po po po po" esclamato stamattina da Francesco a santa Marta a proposito di confessione. Vogliamo capirlo male e dire che il Papa non vuole la confessione frequente? o piuttosto ricordarci di quante volte ha detto di essere lui stesso a confessarsi ogni 15 gg e si è mostrato - primo al mondo - mentre si confessava? Se vogliamo capire il Papa dobbiamo convertirci. Se vogliamo baloccarci dei nostri bussolotti di pensieri, e disquisire sull'intestino dei vermi intestinali continuiamo pure.

 
23/01/2015 - Ecco dove sbagliano.... (Massimo Lavagnini)

Sarà che come dice lei ci è chiesto un lavoro che i cattolici non hanno mai fatto ascoltando un Papa, ma confesso che faccio anch'io fatica e ogni volta che Francesco parla a braccio vivo nell'angoscia di cosa dirà questa volta... Il fatto stesso che dopo ogni uscita si debbano spendere fiumi di inchiostro per chiarire o dare l'interpretazione giusta di quello che voleva dire (e questo è un dato di fatto) sarà segno di qualcosa che non funziona (almeno nella comunicazione) o siamo tutti stupidi? Sarà anche un nuovo linguaggio per farsi capire anche da chi non crede e a cui dobbiamo adeguarci ma se guardiamo anche qui ai risultati è un disatro, non lo capisce correttamente nessuno perchè chi non crede capisce l'opposto, chi crede si sente umiliato (vedi gay, famiglia, pugno, conigli...). C'è un'ultima cosa che mi mette un po a disagio nel leggere gli articoli che pubblicate, sempre su questo tema, a commento delle difficoltà provenienti anche in buona fede dal mondo cattolico ed è un certo tono di sufficenza, un po arrogante e di scherno, che tende a far sentire ai margini chi non è perfettamente allineato.

 
23/01/2015 - Papa (Carla D'Agostino Ungaretti)

Speriamo che sia proprio così! Ma io ne dubito. le parole del Papa devono rassicurare i dubbiosi, corroborare i credenti,cancellare gli errori e correggere gli erranti. A me pare invece che succeda esattamente il contrario. perché con i precedenti Papi tutto ciò non è accaduto?

 
23/01/2015 - lo sforzo da fare.... (Alessandro d'Alessandro)

Molto probabilmente, quelli che "Francesco è ambiguo" non lo direbbero, se le dichiarazioni del Papa non fossero quotidianamente distorte, ridotte, estrapolate dai soliti giornali, cui tutti noi - in buona fede - facciamo riferimento. Prima di chiedere uno sforzo di comprensione del contesto ai cattolici, si dovrebbe fare un precedente sforzo, che eviterebbe tanti problemi, e cioè quello di andare alla fonte. Oramai è un dato acquisito che specialmente Repubblica e Corriere non costituiscono fonti affidabili, e questo perché quei giornali sono espressione di una cultura che disprezza la la religione, specie quella Cattolica (questo lo abbiamo capito noi cattolici, o non ancora?). Lo stesso Papa lo ha detto in una recente intervista, e cioè che il Papa dei giornali non è quello della realtà. Quindi lo sforzo da fare è di leggere il testo integrale delle dichiarazioni del Papa sui siti istituzionali del Vaticano o sull'Ossevatore Romano. Basta abbeverarsi alle fonti avvelenate, per il bene dei nostri visceri e per evitare di mettere in scena lo spettacolo che piace tanto ai potenti di questa terra, e cioè scannarci tra di noi.