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PAPA/ Ecco dove sbagliano quelli che dicono…"Francesco è ambiguo"

Pubblicazione:venerdì 23 gennaio 2015 - Ultimo aggiornamento:lunedì 8 giugno 2015, 14.15

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Un Papa che parla "ad ala variabile". Come quegli aerei le cui ali possono variare l'angolo a seconda che debbano portare più carico a velocità più basse, oppure essere più leggeri e correre di più. Quando il Papa parla delle famiglie numerose e di che dono siano esse e i loro figli (udienza generale mercoledì 21 gennaio), non ha senso scrivere che il Papa ha aggiustato il tiro, che si è spiegato meglio, rispetto a quando mi ha parlato col linguaggio di Francesco De Gregori in Generale dicendo "non è vero che per essere buoni cattolici, bisogna fare figli come conigli" (Volo dalle Filippine). Non c'è un Papa che suona una volta una musica e un'altra volta "un'altra musica": c'è un Papa che sa parlare perché è la Verità in dialogo verso Emmaus. 

La Verità che non è un viandante solitario o un maestro dell'antica Grecia e gli altri lo seguono. È una verità che incontra. Una verità che non è solo risposta ma anche domanda, che sa chiedere tu cosa sai? tu cos'hai capito? E da lì, da chi sei, parte e ti porta con sé.

Quando Papa Francesco ci invita ad andare alle periferie, non è solo un cambiamento di paesaggio e di compagnia ma anche di linguaggio. Quando inizia a parlare non sappiamo come saranno le ali: se volerà basso o volerà alto. Per questo i cattolici si devono attrezzare: l'ala variabile serve anche a chi ascolta. Se il Papa parla della famiglia da valorizzare, da custodire, preziosa risorsa, al Consiglio d'Europa e poi dice «se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?» (volo da Rio de Janeiro) è sempre lo stesso Papa, lo stesso Pietro, che parla di ciò che vive: ma con la sua vita. 

Che non è solitaria ma è con quelli con cui parla e di cui si sente, perché lo è, pastore e padre. E allora parla di ciò che gli chiediamo e ci dice la sola verità che sa, in un modo che poi si riesca non solo ad ascoltarla ma anche a viverla. Non vuole che ascoltiamo il Papa per sentire l'eco di ciò che già sappiamo. Per vederci allo specchio e rimirare l'immagine di ciò che siamo diventati, ma che lo ascoltiamo davvero. Che ascoltiamo quello che dice, non quello che non dice o quello che avrebbe dovuto dire. 

Quando parla di paternità responsabile e riesce a far piacere a tutti l'Humane Vitae chiarisce in maniera inequivocabile che la responsabilità dei figli ce l'hanno i genitori, cioè non c'è un criterio univoco per stabilire qual è il numero di figli ideale. È negare l'assioma "i buoni cattolici sono quelli che fanno tanti figli": un asserto che, semplicemente, non è cattolico perché cattolica è la paternità responsabile. 


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COMMENTI
09/02/2016 - La verità (luisella martin)

La verità, diceva un grande filosofo, quando scende dal cielo si spezza in tante schegge, piccole verità ... La verità che ci offre questo Papa, come tutti i Papi del XX secolo è solo una di quelle schegge! Papa Francesco non è ambiguo, è solo piccolo di fronte a Dio e come tutti i piccoli viene considerato poco da chi si sente colto e sapiente. Anche io come l'autore dell'articolo sono cambiata da quando c'è questo Papa, perché ho davvero capito, a 73 anni, che il capo della Chiesa è Cristo, non il Papa. Sentirmi sorella di questo Papa e di tutti i Papi che mi hanno accompagnata nella vita, è stato consolante, ma la vera gioia è stata quella di sentire che è il Re, il Signore, il Padre nostro ad attendermi ogni giorno per consolarmi ed abbracciarmi.

 
29/12/2015 - Precomprensioni (FRANCA NEGRI)

A me sembra che stia accadendo, nell'ascolto del Papa, quello che l'articolo imputa ai soli cattolici. Tutti, non solo i cattolici, sentono quello che credono già di sapere, ciò che li conferma nella loro precomprensione di Cristo, della Chiesa, della realtà. Il rischio è che nessuno si senta chiamato a cambiare. Poi, come in altre occasioni, trovo inquietante questa continua sottolineatura di una demarcazione, se non di una frattura, che il Papa avrebbe introdotto rispetto ai predecessori. Inquietante e pericolosa. Il nuovo, nella Chiesa, non può che scaturire dallo sviluppo di ciò che è già dato in nuce. Sottolineare differenze radicali ad ogni piè sospinto spezza il filo rosso che è il miracolo della Chiesa.

 
23/01/2015 - Re (Mauro Leonardi)

Sono solito rispondere a ciascun commento ma in questo momento mi è proprio impossibile. Non scambiate pertanto per favore la mia risposta unica per tre persone, per arroganza. Se ci fosse nei miei articoli me ne pento e me ne confesserò, ma credo che a questo Papa interessi non tanto il cristianesimo quanto i cristiani. Cioè proprio noi che ci lamentiamo di lui. Io, da quando lui c'è, sono stato messo in crisi e sono cambiato. Scrivo articoli qui per cercare di mettere in pratica quanto disse l'8 maggio 2013: la verità è un incontro. Una volta tanto la colpa non è né dei giornalisti né dei giornali. È di noi e del nostro poco amore per Gesù. Vogliamo veramente che a tutti giunga l'annuncio? e allora parliamo la lingua di chi ci ascolta. Dobbiamo far lo sforzo di decentrarci dal nostro egocentrismo e spostarci sulla periferia dell'altro. In questo momento i social sono pieni del "po po po po" esclamato stamattina da Francesco a santa Marta a proposito di confessione. Vogliamo capirlo male e dire che il Papa non vuole la confessione frequente? o piuttosto ricordarci di quante volte ha detto di essere lui stesso a confessarsi ogni 15 gg e si è mostrato - primo al mondo - mentre si confessava? Se vogliamo capire il Papa dobbiamo convertirci. Se vogliamo baloccarci dei nostri bussolotti di pensieri, e disquisire sull'intestino dei vermi intestinali continuiamo pure.

 
23/01/2015 - Ecco dove sbagliano.... (Massimo Lavagnini)

Sarà che come dice lei ci è chiesto un lavoro che i cattolici non hanno mai fatto ascoltando un Papa, ma confesso che faccio anch'io fatica e ogni volta che Francesco parla a braccio vivo nell'angoscia di cosa dirà questa volta... Il fatto stesso che dopo ogni uscita si debbano spendere fiumi di inchiostro per chiarire o dare l'interpretazione giusta di quello che voleva dire (e questo è un dato di fatto) sarà segno di qualcosa che non funziona (almeno nella comunicazione) o siamo tutti stupidi? Sarà anche un nuovo linguaggio per farsi capire anche da chi non crede e a cui dobbiamo adeguarci ma se guardiamo anche qui ai risultati è un disatro, non lo capisce correttamente nessuno perchè chi non crede capisce l'opposto, chi crede si sente umiliato (vedi gay, famiglia, pugno, conigli...). C'è un'ultima cosa che mi mette un po a disagio nel leggere gli articoli che pubblicate, sempre su questo tema, a commento delle difficoltà provenienti anche in buona fede dal mondo cattolico ed è un certo tono di sufficenza, un po arrogante e di scherno, che tende a far sentire ai margini chi non è perfettamente allineato.

 
23/01/2015 - Papa (Carla D'Agostino Ungaretti)

Speriamo che sia proprio così! Ma io ne dubito. le parole del Papa devono rassicurare i dubbiosi, corroborare i credenti,cancellare gli errori e correggere gli erranti. A me pare invece che succeda esattamente il contrario. perché con i precedenti Papi tutto ciò non è accaduto?

 
23/01/2015 - lo sforzo da fare.... (Alessandro d'Alessandro)

Molto probabilmente, quelli che "Francesco è ambiguo" non lo direbbero, se le dichiarazioni del Papa non fossero quotidianamente distorte, ridotte, estrapolate dai soliti giornali, cui tutti noi - in buona fede - facciamo riferimento. Prima di chiedere uno sforzo di comprensione del contesto ai cattolici, si dovrebbe fare un precedente sforzo, che eviterebbe tanti problemi, e cioè quello di andare alla fonte. Oramai è un dato acquisito che specialmente Repubblica e Corriere non costituiscono fonti affidabili, e questo perché quei giornali sono espressione di una cultura che disprezza la la religione, specie quella Cattolica (questo lo abbiamo capito noi cattolici, o non ancora?). Lo stesso Papa lo ha detto in una recente intervista, e cioè che il Papa dei giornali non è quello della realtà. Quindi lo sforzo da fare è di leggere il testo integrale delle dichiarazioni del Papa sui siti istituzionali del Vaticano o sull'Ossevatore Romano. Basta abbeverarsi alle fonti avvelenate, per il bene dei nostri visceri e per evitare di mettere in scena lo spettacolo che piace tanto ai potenti di questa terra, e cioè scannarci tra di noi.