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AUSCHWITZ/ Giornata della Memoria, la storia del campo di concentramento

Domani, 27 gennaio, è il giorno della memoria per ricordare le vite spezzate dell’Olocausto. Proprio in questa giornata si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz

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AUSCHWITZ, GIORNATA DELLA MEMORIA: IL CAMPO DI CONCENTRAMENTO IN POLONIA - Domani, 27 gennaio, è la Giornata della Memoria per ricordare le vittime dell’Olocausto. Proprio in questa giornata si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta appunto il 27 gennaio del 1945 grazie alle truppe sovietiche dell’Armata Rossa, quando furono liberati i superstiti. Si scoprì così l’orrore del genocidio nazista. A stabilire la data ufficiale in ricordo della Shoah è stata l’Onu, con la risoluzione 60/7 del primo novembre 2005. Il campo di concentramento è stato fondato il 20 maggio del 1940, iniziando la sua attività di morte il 14 giugno dello stesso anno. Al suo interno furono imprigionate 20.000 persone, bambini compresi. All’interno della struttura fu costruita una camera a gas, utilizzata per uccidere le persone reputate inadatte al lavoro o che superavano il limite di contenimento del campo. Il lager era stato ricavato da vecchie caserme dell’esercito polacco, dove vennero deportati russi, criminali tedeschi, zingari, omosessuali ed ebrei. I prigionieri erano costretti a entrare e uscire da un cancello dove c’era scritto: “arbeit macht frei” (Il lavoro rende liberi), vivevano in baracche, in situazioni igieniche precarissime, mal nutriti e sottoposti ai lavori forzati. I prigionieri erano privati dei loro abiti, rasati e identificati attraverso un numero che veniva tatuato. Si cancellava così la loro dignità e il loro passato. Quando le truppe sovietiche arrivarono al campo, trovarono ancora cadaveri sparsi sui terreni, in infermeria e negli alloggi. Trovarono capelli, indumenti e oggetti appartenuti alle vittime. Vittime che solo ad Auschwitz furono circa un milione e mezzo. (Serena Marotta)

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