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COSTA CONCORDIA/ Schettino: l'accusa chiede 26 anni e tre mesi di carcere

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Dio lo perdoni, noi non possiamo: drammatiche parole con cui si è conclusa la requisitoria dell'accusa contro Francesco Schettino. Sono stati chiesti 26 anni e tre mesi di carcere per il comandante della Costa Concordia giudicato colpevole del tragico incidente che costò la morte a 32 persone. L'accusa ha così motivato la richiesta: nove anni per naufragio colposo, 14 per omicidio colposo e tre per abbandono della nave. Pene accessorie: custodia cautelare in carcere per evitare la fuga e ritiro del libretto di navigazione. Secondo il pubblico ministero infatti il comandante ha una casa in Svizzera e molte amicizie all'estero di cui potrebbe approfittare. Ecco un passaggio della requisitoria: "Quella di Schettino è stata una colpa cosciente. Si può dire che il comandante abbia cumulato in sé la figura dell'incauto ottimista e quella dell'abile idiota, producendo quella dell'incauto idiota". Quelle di Schettino, ha detto, sono state condotte criminose in special modo riguardo la mancata emergenza e l'abbandono della nave. "Il dovere di abbandonare per ultimo la nave  da parte del comandante non è solo un obbligo dettato dall'antica arte marinaresca, ma è un dovere giuridico che ha la sua fondatezza nel ridurre al minimo i danni alle persone" ha detto ancora. In sostanza, è stato detto, Schettino non si è prodigato in mare ma è rimasto sugli scogli a guardare la nave che affondava. 



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