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STEFANO CERRI / Pavia, trovato il cadavere dell'imprenditore: era scomparso sei anni fa

Pubblicazione:lunedì 26 gennaio 2015

foto:Infophoto foto:Infophoto

Il cadavere di un uomo è stato trovato tre giorni fa tra Tromello e Garlasco (Pavia). Secondo gli investigatori si tratta del corpo di Stefano Cerri, l’imprenditore 48enne scomparso il 10 dicembre del 2008 nei pressi della sua azienda a Gratosoglio. Il corpo è stato trovato dal cane Orso dell’unità cinofila, in coppia con Dogan, ormai ridotto a scheletro con resti di nastro isolante sul capo e fascette da elettricista alle caviglie. Si trovava ad un metro di profondità, in un bosco tra Tromello e Garlasco, vicino la provinciale 596, proprio dove uno dei dominicani esecutore materiale del delitto avrebbe la sua abitazione. Gli accertamenti per ritrovare il cadavere sono durati circa un mese, questo perché l’esecutore – a distanza di sei anni – non ricordava bene il posto dove era stato occultato il cadavere. La decisione di collaborare da parte di Marthy Antonio Hernandez Rodriguez, condannato all'ergastolo insieme al connazionale Omar Calcano Manuzeta nel maggio 2012 per l'omicidio dell’imprenditore, è stato il fatto che il mandante dell’omicidio Stefano Savasta, anche lui condannato all’ergastolo, è morto per infarto a 53 anni il 19 novembre scorso alla stazione di Verona, mentre stava scappando. Savasta, reputato il mandante dell’omicidio, era stato arrestato nel marzo del 2009 per le persecuzioni ai danni di Ivana Siviero, donna con cui aveva avuto una relazione dal 1994 al 2005 quando lei lavorava come segretaria nell’azienda di Savasta, la Savagrafica. La donna aveva intrapreso una relazione con Cerri, che lui definiva il “bastardo di Gratosoglio”. Ma torniamo a Rodriguez. Questi ha deciso quindi di collaborare raccontando che Savasta avrebbe commissionato il sequestro dell’imprenditore, offrendogli 2mila euro. Rodriguez si sarebbe fatto aiutare da un connazionale e da un terzo uomo, latitante, Omar Calcano, nel dicembre del 2008, che fu prelevato con forza mentre chiudeva la saracinesca della sua attività. Dovevano dargli solo una lezione, ma l’altro avrebbe esagerato, picchiandolo a morte. (Serena Marotta) 



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