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Cronaca

IL CASO/ La rapina della pensionata? La giustizia non serve, ci vuole Paolo Conte

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E c'è una vecchietta (mica tanto vecchia, a 69 ani chi può decide di farsi il giro del mondo in crociera) una matura signora, diciamo meglio, che aggredisce l'edicolante e diventa d'un colpo personaggio, da tramandare alla leggenda. Che poi, gli edicolanti di questi empi sono messi maluccio, con la crisi della carta stampata, se non fosse per qualche patito della "rosea" o delle ultime vicissitudini dei rampolli inglesi, o delle star dell'Isola dei famosi, i giornali proprio non li comprerebbe nessuno. 

E se la signora fosse una collezionista sfegatata delle ultime copie del Foglio, prima che il suo storico direttore lasci lasci la testata? Se avesse voluto far man bassa degli avanzi di Charlie Hebdo? Siamo alla farsa, c'è materiale da vendere per pagine memorabili di Achille Campanile o Gianni Rodari. Ci starebbe pure una filastrocca. La vecchina intemerata per passare la giornata si precipita all'istante dall'ignaro edicolante, non indossa a borsetta, è agitata, ha molta fretta, fermi tutti, è una rapina, l'ho decisa stamattina, ero stanca di penare, dai mi metto un po' a rubare, lo fan tutti, non è strano, mi ricovero a Chianciano…

Spero che la giustizia con la maiuscola sappia sorridere con altrettanta bonomia e la lasci in pace. Spero che la aiuti a curarsi la mente, e a rimettere insieme i pezzetti di una vita degna. Ci manca che qualcuno la eriga a Robin Hood locale, che qualche cittadino la proponga per il consiglio comunale, portabandiera dei pensionati oppressi dell'astigiano. 

C'è ancora un Avvocato da quelle parti. Da cinquant'anni inventa canzoni che sono storie, quadri di vite non illustri che sanno emozionare e restare alla memoria. Paolo Conte, vada a farsi un barbera ad Agliano, presti la sua voce roca alle gesta della rapinatrice solitaria.

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