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IL CASO/ La rapina della pensionata? La giustizia non serve, ci vuole Paolo Conte

Pubblicazione:mercoledì 28 gennaio 2015

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Ci vorrebbe Giorgio Faletti. Il suo gusto per il noir condito di ironia, la sua perspicacia di introspezione, per raccontare la storia di cronaca che ci è stata regalata oggi. Amara, ma capace di strapparci un sorriso. Una anziana signora, esacerbata dagli spiccioli di una pensione sotto il livello minimo di sussistenza, 500 euro al mese, indossa un passamontagna, impugna un coltellaccio da cucina, e si fionda dall'edicolante sotto casa per tentare una rapina. Dicendo proprio così: dammi i soldi, è una rapina, come nelle comiche. Ad Agliano Terme, un paesino di 700 persone in provincia di Asti. Dove esclusi i pochi bambini, il farmacista, il prete, la maestra e il sindaco, si conoscono tutti, sanno tutto di tutti. Di signore con la stazza della pensionata non ce ne potevano essere molte. Sentendo la sua voce, poi. Una telefonata ai carabinieri, mentre il figlio stesso del giornalaio la bloccava in un attimo, strappandole la maschera improvvisata, e spingendola alla fuga. Dove, di grazia, per quelle quattro strade. Infatti, l'hanno fermata anche i carabinieri, e non può scappare all'umiliazione davanti ai compaesani. 

Perché? Possiamo innescare la solita tiritera sul sistema Italia, che vessa chi ha lavorato una vita, e vorrebbe meritatamente godersi un po' di pace. Possiamo giustificare il suo gesto disperato, trasformandolo in un j'accuse nei confronti del comune, di più, della comunità, che l'ha lasciata sola. C'è da pensarci, e con buone ragioni. Eppure, se davvero una demenza precoce non è il vero movente, se escludiamo la goliardia carnevalesca, non ci sono giustificazioni che tengono: di solito le signore perbene non si trasformano in ladre a mano armata, per quanto risibile sia la messa in scena. Di solito si lamentano, e giustamente, chiedono aiuto, ma mai e poi mai brandiscono coltelli usi da quelle parti più a sfilettare acciughe per la bagna cauda, il passamontagna lo indossano per sopportare il freddo pungente di gennaio quando vanno a Messa o a fare spese, a spettegolare con le vicine. Di solito le signore della sua età hanno una vita rispettabile da preservare, cui tengono molto, e non si farebbero irridere in piazza, finendo pure sulle pagine di cronaca. 

Forse si dovrebbe ragionare sulla sovrabbondanza di fiction in tv. Forse la violenza diffusa, di cui abbiamo paura, muove recondite tentazioni di violenza anche nelle persone più miti e inabili a compierla. La vicenda monferrina suscita un compassionevole riso, dopo lo stupore. E caricati di ansie e assuefazione ai fatti tragici che ogni giorno ci spiattellano in faccia, a casa nostra e nel mondo lontano, su questa storia paesana ci soffermiamo, ci sembra uscita da una copertina della Domenica del Corriere d'antan, o di Famiglia Cristiana. C'è un coccodrillo nel Tanaro. Un fantasma nel castello di Costigliole. 


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