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Cronaca

PROTESTA/ Pistoia, genitori salgono sul Battistero: ridateci i nostri figli

Due genitori disperati hanno trascorso la notte sul battistero a Pistoia per protestare contro la decisione del tribunale dei Minori che ha tolto loro i due figli. Resteranno lì ad oltranza.

Piazza Duomo a PistoiaPiazza Duomo a Pistoia

Stefano e Catuscia Barli sono due coniugi disperati. Disperati perché il tribunale dei Minori a seguito di una relazione dei servizi sociali, la scorsa primavera, ha tolto loro i figli di 8 e 5 anni, che sono stati affidati ad una struttura di Firenze. Ma la coppia non si arrende e nel timore che i figli possano essere affidati ad un’altra famiglia, ha trascorso la notte sul Battistero di Pistoia, dove resteranno ad oltranza in attesa di un intervento dello Stato. «Un nostro parente - ha detto stamani Stefano Barli - ci ha portato un thermos con del latte caldo: gli abbiamo calato un filo e lo abbiamo tirato su. Abbiamo avuto freddo, ma per i nostri figli si fa questo e altro». La protesta dei due genitori è iniziata ieri. «Uno di noi scenderà se il sindaco ci assicura almeno che ci affiderà ad un assistente sociale diverso da quello che ci segue adesso», ha detto Barli. Adesso la coppia si è trovata un appartamento a 360 euro al mese, gli hanno dato un terreno, dove si occupa dell’orto e lavora come ambulante. “Lo psicologo che ci ha seguito in questi mesi ha confermato che siamo dei bravi genitori, ma nonostante questo vogliono toglierci la genitorialità”. Stefano e Catiuscia vogliono parlare con il ministro della Giustizia Andrea Orlando e con il sindaco Samuele Bertinelli: «Ieri ho incaricato di chiedere al ministro della Giustizia Orlando di intervenire in questa cosa affinché blocchino l'affidamento a questa nuova famiglia, che dovrebbe aver luogo a giorni - aggiunge Barli -. Se i nostri bambini verranno affidati a un'altra famiglia noi ci buttiamo di sotto e ci ammazziamo, perché di stare senza figlioli non ne possiamo più». Parole disperate. Non è la prima volta che l’uomo sale sul battistero, ma stavolta è determinato pare a causa del procedimento di affidamento dei due bambini. «Aspettiamo che il sindaco ci dica qualcosa - conclude l'uomo - e vogliamo che del nostro caso si interessi il ministero, perché quello che ci stanno facendo è un'ingiustizia». (Serena Marotta) 

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