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Cronaca

MEDICAL MARKET / Neonati uccisi per frodare l'assicurazione: i dettagli

Erano in programma altri dieci infanticidi all'ospedale “Guido Campagna” di Cornigliano Calabro. Grazie all'intervento degli investigatori ciò non è avvenuto. 140 gli indagati.

foto:Infophotofoto:Infophoto

L’inchiesta ha impedito altri infanticidi all’ospedale “Guido Campagna” di Cornigliano Calabro. Ospedale che è stato protagonista della cronaca la settimana scorsa per l’infanticidio di un bimbo, figlio di S.R.. Prima la gravidanza, poi il falso incidente stradale e l’aborto. Tutto per intascare i soldi dell’assicurazione: 80mila euro. Sì, perché la 37enne era al settimo mese di gravidanza. Tutto è cominciato nel maggio del 2012, quando si era presentata all’ospedale di Corigliano Calabro (Cs), dicendo di avere forti dolori dopo un incidente stradale. Ma dopo le verifiche dei medici, era stata rimandata a casa: sia lei sia il feto stavano bene. Ma la donna non demorde, dieci giorni dopo la scena si ripete. Stavolta in ospedale c’è di turno il dottor S.G., che soccorre, o meglio, fingerebbe di soccorrere secondo gli investigatori, la donna per un aborto in corso. Così avviene il parto, ma il bimbo non viene soccorso e muore “per arresto cardiorespiratorio”. Il bimbo, secondo i periti, era sano nonostante l’aborto procurato. In questa triste vicenda, ci sono altri due protagonisti: un uomo e una donna, amici della madre presunta infanticida. La donna sarebbe entrata in azione al momento del falso incidente, secondo il racconto fatto dalla donna, una seconda vettura avrebbe loro tagliato la strada, facendole finire fuori dalla carreggiata. Una versione che non ha trovato alcun riscontro da parte dei carabinieri. La R. però non sapeva che le forze di polizia tenevano sotto controllo diversi telefoni. Il medico e la R. sono finiti in manette con l’accusa d’infanticidio e truffa aggravata, che la donna sconterà ai domiciliari. Ma non finisce qui. In questa inchiesta denominata “Medical market” ci sono 140 indagati. L’inchiesta ha accertato la manipolazione di cartelle cliniche, ecografie, esami radiologici. Tutto col fine di truffare le assicurazioni. Intanto c’erano già pronte altre truffe, altri 10 casi di infanticidi, sempre con un solo scopo: i soldi. Ma la questura di Cosenza, guidata da Luigi Liguori, e la Guardia di Finanza, coordinati dal procuratore di Castrovillari Franco Giacomantonio, con le loro indagini hanno impedito che ciò accadesse. Gli infanticidi infatti non si sono verificati perché c’erano già in corso gli interrogatori dell’inchiesta. (Serena Marotta) 

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