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UNIONI CIVILI/ Caro Marino, a chi interessano davvero?

Ignazio Marino (Infophoto) Ignazio Marino (Infophoto)

Eppure il registro delle unioni civili viene sbandierato come una sorta di pietra filosofale, capace di trasformare in oro tutto ciò che tocca, una sorta di bacchetta magica, come quelle con cui giocano i bambini a carnevale! 

Ma la cosa più ridicola è la giustificazione che di tutto ciò dà il sindaco, quando afferma che da oggi le persone che si amano, qualunque sia la loro relazione, potranno prestarsi assistenza in ospedale! 

Ma dove è stato finora il sindaco di Roma per non sapere che l’unico depositario del diritto a far conoscere le proprie condizioni di salute e farsi assistere da chi vuole è il paziente? E’ a lui che i medici chiedono il consenso sul cosa fare e sulle persone a cui comunicare le sue condizioni. E’ solo il paziente che dispone del diritto di condividere le sue decisioni con chi vuole, il diritto di farsi curare da chi vuole, permettendogli di accedere ai dati e a tutte le informazioni che lo riguardano. 

La centralità del malato non può essere cancellata da nessuna legge e già la normativa sui trapianti autorizzava il convivente a dare l’autorizzazione per un eventuale prelievo di organi a fine di donazione. Non è il registro delle unioni civili quello che potrà definire con chi debbono parlare i medici e con che deve condividere le sue decisioni il paziente, e il sindaco Marino lo sa bene, anche se cerca di far credere a tante persone che sia per merito suo che da domani un paziente potrà chiedere di avere vicino qualcuno a cui vuol bene. Succede già e succede in tutti gli ospedali.

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COMMENTI
30/01/2015 - Il bene è radicale il male è estremo sior Sindaco! (claudia mazzola)

Ho ora consegnato il pacco alimentare di solidarietà ad una famiglia normale. Marito uomo, moglie donna, 2 figli, 2 nuore, 3 nipoti. Siamo a Brescia ma il bisogno è lo stesso qui e là, ed il sindaco Marino pensa alle unioni civili gay?