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UNIONI CIVILI/ Caro Marino, a chi interessano davvero?

PAOLA BINETTI interviene sulla decisione del sindaco di Roma Marino di aprire il registro delle unioni civili, quando invece le famiglie soffrono situazioni sempre più disagiate

Ignazio Marino (Infophoto) Ignazio Marino (Infophoto)

Ignazio Marino sembra sempre più convinto che la politica non sia altro che una costante campagna di comunicazione in cui non importa quello che fai, ma quello che racconti di voler fare, anche se non lo hai ancora fatto e ci sono forti dubbi che tu poi riesca a farlo.

Con Sanremo alle porte vien voglia di cantare: “Parole… parole… parole… soltanto parole tu avevi per me!”. Ed è questo ciò che le famiglie della capitale rimproverano al sindaco di Roma. Come primo cittadino non ha fatto nulla che venisse incontro alle famiglie, tanto meno alle famiglie numerose; nulla che rendesse più facile l’accesso dei bambini alla scuola materna, anzi ha reso più difficili e complesse le procedure per avere facilitazioni alla mensa anche nel caso in cui i figli erano almeno tre… Ha ignorato i bisogni degli anziani e la carenza cronica di posti in quelle RSA in cui potessero trovare accoglienza persone con pensioni minime… Il pronto soccorso negli ospedali romani è al collasso e comunque le autoambulanze impiegano molto più tempo del dovuto per arrivare dove sono attese. In compenso mentre si riducono le linee del trasporto pubblico aumentano le tasse per i parcheggi, complicando la vita a coloro che non hanno la fortuna di vivere dove ci sono tram e autobus ben collegati. Con una tassazione a pressione crescente assistiamo alla chiusura di tutti i piccoli negozi del centro, con lo snaturamento del tessuto commerciale che da sempre ha reso questa città unica nel suo genere per turisti di tutto il mondo. 

Per gli anziani che vivono in centro è diventato impossibile fare la spesa. I loro redditi si assottigliano sempre di più e le loro condizioni di vita si abbassano, anche per il ridursi del potere di acquisto dell’euro.  Le strade di Roma sono piene di buche, i sanpietrini sempre più sconnessi, le radici dei grandi alberi del lungotevere tendono trappole sempre più insidiose, e di tutto ciò fanno le spese i bambini che vanno a scuola in bicicletta, i motorini che sfrecciano appena il semaforo diventa verde e i poveri pedoni che quando piove non sanno come muoversi in una città che si allaga sistematicamente…  Ma il sindaco non ha tempo: non ne ha per le famiglie, per i giovani disoccupati, per gli anziani, per i commercianti… il suo unico problema sono i registri delle unioni civili, il cui valore sostanziale in mancanza di una legge nazionale è prossimo allo zero.

Per Marino sembra diventata un’idea fissa, come quando organizzò in Campidoglio una sorta di festa collettiva con tanto di abito bianco per le coppie che chiedevano la trascrizione delle unioni civili fatte all’estero… un happening che doveva apparire progressista, ma che non era altro che il ripetersi di riti e cerimonie già avvenute in qualche altra parte del mondo. 


COMMENTI
30/01/2015 - Il bene è radicale il male è estremo sior Sindaco! (claudia mazzola)

Ho ora consegnato il pacco alimentare di solidarietà ad una famiglia normale. Marito uomo, moglie donna, 2 figli, 2 nuore, 3 nipoti. Siamo a Brescia ma il bisogno è lo stesso qui e là, ed il sindaco Marino pensa alle unioni civili gay?