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EPIFANIA/ Perché l'umiltà dei Magi non ha bisogno dei botti di Capodanno?

Pubblicazione:lunedì 5 gennaio 2015

Gentile da Fabriano, Adorazione dei Magi (1423) (immagine dal web) Gentile da Fabriano, Adorazione dei Magi (1423) (immagine dal web)

Sì, questo è peggio che dire che il dolore non ha senso, che san Paolo si sbagliava e che la preghiera non consola perché Dio non esiste. Non perché le cose dette prima — la lezione ecc. — non siano buone o non siano vere, ma perché non si possono fare le cose bene senza il bene dell'esserci. Della presenza.

Ora che stiamo per mettere via le statuine del presepe, guardiamole per un'ultima volta. Il presepe è affollato di gente che c'è, non di gente che parla. A Betlemme c'erano poche parole e tante persone: oltretutto arrivate solo perché invitate da altri. Regnum Dei intra vos est, non vuole dire che Dio è "dentro" di noi, ma che è "tra" di noi. Che la presenza di Dio è tra le nostre notti affollate di pensieri fuori luogo; tra di noi, assonnati come pastori, che di pensieri sapienti non ne sappiamo nulla ma che sappiamo solo inginocchiarci; tra di noi che, come i Magi, quello che abbiamo di più prezioso — l'oro, l'incenso e la mirra delle nostre vite — sappiamo che va solo donato, va solo messo ai piedi delle cose piccole e fragili e splendenti che non hanno trovato spazio se non in queste notti buie e povere.

L'Epifania è l'ultima celebrazione di una notte in cui Lui ha portato la luce perché ha portato sé stesso. I discorsi li comincerà a fare a trent'anni. Per ora sta lì con noi. A trentatré anni ci darà il comandamento dell'amore, ma ora, nessuna parola, nessun comandamento ma solo Lui, in persona, da amare. 



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COMMENTI
05/01/2015 - Epifania (luisella martin)

Nelle parole di questo bellissimo articolo si intravede la fede e la speranza di chi ha scritto; sono pensieri rivelatrici di una Presenza che non ci abbandona mai, pensieri che riscaldano il cuore riempiendo di fiducia il futuro. Usciti dai palazzi per seguire la stella, in mezzo ai pastori, potremo contemplare il Bambino che Maria ha liberato un po' dalle coperte per mostrarci il Suo Volto: è questo il mio augurio per il giornalista e per tutti quelli che scrivono parole belle.

 
05/01/2015 - manifestarsi, vuol dire proprio solo Presenza (Paola Baratta)

Questo articolo mi ha ricordato momenti belli e dolorosi della mia vita in cui non sono state importanti le parole, i gesti, ma proprio la presenza. Ma anche momenti di assoluta normalità in cui è proprio così: ieri mi trovavo con un'amica. Mi ha fatto salire a casa sua, con i figli che dovevano finire i compiti, con i panni da stirare, con un'uscita già programmata e un sacco di cose da fare nel frattempo: ci siamo viste e parlate in mezzo a quegli impegni. Ed è stato bellissimo. E' stato bellissimo perchè vieni ricevuto così solo quando sei veramente di famiglia. E anche io non ho portato i fiori, il regalino della "buona educazione" quando si va in casa d'altri. ma solo me e la mia bambina. Solo me e i vestiti di sempre, la pettinatura di sempre, il viso, come al solito, acqua e sapone. E la mia amica lo stesso, Ed è stato bellissimo. Gesù entra proprio così semplicemente nelle nostre vite e quanto vorrei poter dire lo stesso di me nei Suoi confronti e nei confronti dei miei fratelli! Questo scritto mi aiuta a rifletterci. Grazie