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NUOVI CARDINALI/ Così Dio viene a "disturbarci"

Pubblicazione:martedì 6 gennaio 2015

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Infine è evidente che papa Francesco va dipingendo sempre più la figura di pastore che egli ha in mente: scegliendo Menichelli o Montenegro indica delle umanità vive e vicine al loro popolo come esempi di vescovi per tutti i ministri ordinati della Chiesa. In questo modo il pontefice vuole accompagnare ed incoraggiare quanti nella Chiesa di Dio vivono alle periferie del pianeta o dell'esistenza, quanti — preti e vescovi — si sporcano del vissuto e delle ferite della gente, piuttosto che di egemonia culturale e politica sulla società. 

Non sarà facile per il cattolicesimo italiano recepire tutte queste lezioni, uscire dall'autoreferenzialità in cui si è rinchiuso nell'ultimo ventennio e accettare che sia Dio — ancora una volta — a trasformare e a liberare il Suo popolo mediante gli uomini che Egli chiama a "tenere sveglio il mondo intero" con la testimonianza della propria carità e della loro fede. A ben vedere per nessuno dei credenti sarà facile abituarsi ad un Dio che non riconferma inesorabilmente l'esistente, ma che — proprio come nella Leggenda del Grande Inquisitore — torna incessantemente a disturbarci. Noi preferiamo un Dio addomesticabile e addomesticato, immagine delle nostre battaglie e delle nostre lotte, capace solo di perpetrare in eterno la nostra superiore civiltà occidentale. Eppure ciò che colpisce è che mentre surrettiziamente sosteniamo questo, la nostra vita porta dentro una drammatica domanda di conversione e di novità. Quella domanda cui il Papa ha provato a rispondere, facendo guardare non a dei nobili o a dei principi della Chiesa, ma a degli uomini come noi alle prese con una realtà che questi porporati non idolatrano né maledicono, ma — semplicemente — vivono dentro il dialogo con Cristo. L'unico vero Signore di tutta la Chiesa.



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COMMENTI
07/01/2015 - Grazie (luisella martin)

Grazie per le parole di stima che mi sono state rivolte. Credo che, quando si fa un giornalismo serio, gli equivoci che possono presentarsi vadano CHIARITI e che non sia sufficiente riconoscere la loro presunta esistenza per cancellarli.

RISPOSTA:

A proposito del "preferiamo un Dio addomesticabile e addomesticato...", comunico alla signora Martin l’esistenza di una figura retorica che si chiama "ironia" (non sto scherzando: si tratta davvero di una figura retorica che può cercare su qualunque dizionario di lingua italiana) per cui a certe parole si può attribuire un particolare tono per effetto del quale queste vengono a significare il contrario di ciò che apparentemente dicono. La nemica storica dell'ironia - in lingua italiana - è la malafede, ossia il particolare atteggiamento difensivo o polemico con cui si leggono gli articoli. Cordialmente, p. Brown

 
06/01/2015 - Aureferenzialità (Giovanni Battista Siffredi)

Prima c'era e adesso no? Siamo salvi!

 
06/01/2015 - Aberrante! (Alberto Pennati)

papa (?) Francesco sta dicendo a tutta la Chiesa che... è giunto il momento di renderci conto che intere zone che noi veneriamo per storia e per prestigio in realtà oggi non contano praticamente più nulla.... Ho letto e riletto questa frase più e più volte, perché pensavo di aver letto male. Bene: se così è, allora è inutile che stia ad ascoltare le sue parole. E rimpiango sempre di più Papa Benedetto XVI.

 
06/01/2015 - Per la signora Martin (Giuseppe Crippa)

Gentile signora Martin, guardi che né l’articolista, che torna a scrivere su Il Sussidiario dopo quasi un anno, né alcuno dei commentatori preferiscono “un Dio addomesticato” che non disturbi i cristiani. Non faccia mancare l’apprezzato contributo delle sue note, che leggo sempre con piacere, per un semplice equivoco per favore!

 
06/01/2015 - Dio addomesticato? (luisella martin)

Noi preferiamo un Dio addomesticabile ed addomesticato? I cristiani vogliono un Dio che non li "disturbi"? Io non la penso così e sono molto scandalizzata nel leggere affermazioni come queste. Penso che cancellerò la mia iscrizione al Sussidiario.net

 
06/01/2015 - papolatria (Francesco Lepore)

il filo rosso che unisce i nuovi cardinali non è come dice l'articolo un apertura alle comunità dove si esprime il cattolicesimo ora, ma l'apertura alle tesi di Kasper. Fino ad arrivare al nuovo card Belga che contesto duramente BXVI. La fede cattolica fu salvato al sinodo dalle eretiche tesi dei Kasper, Mogavero, Forte, marx, dai padri sinodali africani (seguiti da commenti razzisti di kasper). Altro che eliminazione dell'europacentrismo qui si vuole imporre la teologia morente e morta della chiesa tedesca senza dimenticarci della TDL. La Chiesa al sinodo si è ribellata, qualcuno ha pagato (burke) per amore di Cristo. per fortuna è Cristo a guidare la Chiesa

 
06/01/2015 - Estremismi (Enrico Assorati)

Ma siete proprio sicuri che in Europa il cristianesimo sia un "orpello ormai quasi del tutto compromesso e soffocato dalla lotta e dal collateralismo con la società borghese". Siete tranquilli nel bollare i vesovi nordamericani come iperconservatori?