BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

OVOCITI BREVETTABILI/ Il giurista: l'embrione è salvo, il rischio è il commercio illegale

InfophotoInfophoto

Se le decisioni hanno una seria base scientifica non vedo rischi di illegalità: il principio da salvaguardare anche con questa decisione resta la non brevettabilità di esseri umani allo stato iniziale.

Ma la brevettabilità di "materiale umano" trattato alla stregua di una comune "materia prima" non va comunque contro il principio di rispetto della dignità umana più volte citato dalla Corte europea?
Il problema della brevettabilità di "materiale umano" come se fossero "cose inventate" è più insidioso: qui il tema coinvolge la differenza tra ciò che è dato in natura e ciò che è frutto di invenzione, solo quest'ultimo può essere brevettato; se così non fosse si creerebbero indebiti monopoli su elementi naturali che, in quanto frutto di "scoperte" e non di "invenzioni", appartengono all'umanità intera. Qui si può annidare il problema della commercializzazione illegale. E' un tema — se ci si pensa un po' — che va di pari passo con il principio del rispetto della dignità umana: lucrare e, dunque, brevettare parti del corpo, seppure quasi invisibili, è l'anticamera della reificazione (rendere cioè cose) dei tratti unici e irripetibili di ciascun essere umano.

La Corte di Giustizia si è limitata alla questione commerciale della brevettabilità o ha esteso la sua opinione alla liceità della ricerca sugli ovociti e sugli embrioni umani? Qual è la situazione giuridica a tal proposito?
Sì, la Corte si è limitata alla questione della brevettabilità; per la ricerca non dispone divieti, ma certamente la non brevettabilità della sperimentazione sugli embrioni ne rappresenta, seppur indirettamente, un contenimento in quanto non alimenta investimenti ingenti che sono spiegati soprattutto quando si fanno ricerche che possono condurre alla registrazione di brevetti.

© Riproduzione Riservata.