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STRAGE CHARLIE HEBDO/ Forattini: hanno minacciato anche me, l'Italia rischia

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Dopo l'attacco terroristico alla sede di "Charlie Ebdo" a Parigi (Immagine dal web)  Dopo l'attacco terroristico alla sede di "Charlie Ebdo" a Parigi (Immagine dal web)

Io sono per la libertà di tutti, e personalmente non sono neanche un credente. Però capisco che se si prende in giro un credente con degli insulti e addirittura con delle caricature del suo Dio, una persona ci rimanga male. Ma da qui ad arrivare alla violenza c’è un abisso.

 

E' un caso che l’attentato sia avvenuto proprio in Francia?

In Francia la satira è una grande forma d’espressione. In Italia invece c’è stato il fascismo e una certa parte politica che ha cercato di limitarla. Oltralpe invece c’è sempre stata libertà, fatta eccezione per il periodo della rivoluzione francese, e la satira fa parte di questa libertà.

 

Perché i terroristi hanno colpito proprio un giornale satirico, e non invece un’istituzione politica?

Fa parte dell’odio. Ci sono partiti e fazioni politiche che predicano l’odio, e sono quelli che vogliono la morte del nemico anziché la vittoria sul campo. Io stesso ho ricevuto numerose querele, tanto è vero che adesso non lavoro più per nessun quotidiano. Ricordo, tra le altre, la vicenda di D’Alema che mi querelò per una vignetta sul caso Mitrokhin.

 

Perché D’Alema la querelò?

Perché non comprese che la satira non è mai insulto, è uno sbeffeggiamento, ma soprattutto è un’espressione di estrema libertà.

 

Si può dire che i terroristi non hanno il senso dell’umorismo?

I terroristi non sono degli esseri umani, perché senza senso dell’umorismo non c’è umanità.

 

Inviterebbe i terroristi a farsi una risata anziché a sparare?

Non frequento i terroristi e non li voglio conoscere.

 

Con una risata si potrebbero risolvere tanti problemi?

Sono d’accordissimo. A parte fare satira, che è considerata un’arma, nella mia vita non ho mai fatto del male a nessuno. E purtroppo ho subito processi e sono stato buttato fuori dai giornali per i quali lavoravo.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
08/01/2015 - parigi (roberto castenetto)

Nella rubrica Leonardo, andata in onda poco fa su Rai 3, è stato mandato un servizio sull'importanza dell'umorismo sulla base degli studi di Freud, con esplicito riferimento all'attentato di Parigi, come attentato alla libertà di ridere. Deve essere stato preparato in fretta e furia, perché non è ovviamente possibile che risalga a giorni fa. Ma è indicativo del clima mediatico che si sta creando: da una parte l'Europa intelligente, libera e ironica, dall'altra il fondamentalismo rozzo e cupo delle "certezze", come detto nel servizio. Chi ha organizzato l'attentato di Parigi ha scelto molto bene il suo obiettivo, anche se era stato sbagliato il numero civico: qual simbolo migliore di una rivista satirica per ricompattare l'opinione pubblica europea. Avessero colpito una chiesa, nessuno sarebbe sceso in piazza e avrebbe esposto il cartello "io sono nazareno": avrebbero sostenuto che è colpa di Benedetto XVI che a Ratisbona ha detto che non si può uccidere in nome di Dio. Adesso probabilmente i due terroristi saranno ammazzati e così nessuno saprà niente di loro. Ma qualcuno deve averli coperti, offrendo loro la possibilità di agire indisturbati nel centro della capitale francese. Chi vuole accelerare la terza guerra mondiale che secondo papa Francesco è già iniziata?