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Cronaca

BIMBO SENZA CRANIO/ Jaxon e il miracolo di dire alla mamma "ti amo"

Il piccolo Jaxon Buell (foto mirror.co.uk)Il piccolo Jaxon Buell (foto mirror.co.uk)

Lo sguardo di Dio invece è lo sguardo che vede solo l'essere: gode e ama quel che c'è, ama tutto quel che c'è così com'è, non perde tempo a lamentarsi per quel che non c'è. Mario ha raccontato in decine di incontri pubblici — perciò penso lo si possa anche scrivere — che quando è nata Anna, gravemente cerebrolesa, don Giussani si è precipitato in ospedale e l'ha presa in braccio e l'ha guardata con tenerezza infinita: «Ho passato la vita — conclude Mario — a imparare quello sguardo». Lo sguardo di don Giussani, lo sguardo di Dio, che ama quel che c'è perché c'è, non perde tempo a lamentarsi di quel che non c'è. Lo sguardo di una mamma, che è quello che assomiglia di più a quello di Dio, e ama il suo bimbo perché c'è, così com'è. Fino a che può perfino accadere il miracolo che quel pezzetto di cervello arrivi a dire: «I love you».

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COMMENTI
12/10/2015 - grazie (Emanuela Sgroi)

Egregio professor Persico ho inviato il Suo articolo a mia nipote, mamma di un bimbo autistico, "risentita" con Dio per la malattia del figlio. Mi ha detto che lo ha letto sabato sera con il marito e che hanno pianto insieme. Mi piace, allora, pensare che forse una porta si è riaperta e chissà che non tornino a cercare negli occhi del loro bambino lo sguardo di Dio! Grazie ancora Emanuela Sgroi