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LETTERA/ Cosa deve fare un cristiano davanti alla legge?

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Ma in modo corretto, e non pretestuoso secondo lo stile fondamentalista dei protestanti americani (com'è la signora Davis) che hanno portato a situazioni aberranti (lo dico nel mio articolo, forse malamente, ma è un dato di fatto: tante persone deboli di mente e facilmente influenzabili da certi slogan sono arrivate al punto di ammazzare dottori abortisti). Tornando al caso Davis, sarebbe come dire che un operaio cristiano che lavora in una fabbrica di armi ogni giorno si rifiutasse di lavorare perché il prodotto del suo lavoro sono armi che uccidono e il cristianesimo invita a non uccidere. Il minimo che l'azienda potrebbe dirgli è: trovati un altro lavoro.

Qualcun altro ha scritto sulla sua pagina Facebook che nel mio articolo si dice che gli obiettori di coscienza contro l'aborto devono andare in galera. Distorsione strumentale molto pesante: non l'ho mai detto e proprio per questo ho scritto questo articolo. Quando in un lavoro si è obbligati per legge a uccidere (l'aborto), lo stato deve garantire l'obiezione di coscienza, come ha anche detto papa Francesco tornando dal viaggio in America. 

A proposito. Il Vaticano con una nota ufficiale che molte testate cattoliche si sono guardate bene dal riprendere, ha smentito quanto invece le stesse testate avevano scritto, e che cioè Francesco avesse incontrato personalmente Kim Davis per esprimerle solidarietà. Il Vaticano spiega che la Davis era solo una "imbucata", per dir così, di cui il papa non aveva mai sentito parlare e accolta insieme a un'altra decina di persone scelte dalla nunziatura a Washington per una brevissima stretta di mano e il regalo di un rosario.

Qualcuno mi ha anche accusato di simpatie per il nazismo. Lascio perdere; quella è manipolazione, fatta apposta, verrebbe da dire, per non rispondere a uno solo dei punti da me sollevati. Noto soltanto che mentre abbiamo un papa straordinario che invita in tutti i momenti ad abbattere i muri e a costruire ponti, i cattolici italiani si dividono sempre di più per ragioni ideologiche e di parte, con la presunzione di dire "io sono più cristiano di te" e soprattutto di doversi creare a tutti i costi dei nemici, come se la fede possa avere giustificazione solo in base al numero dei nemici. Senza battaglie da fare, si è meno cristiani, anche inventandosi nemici inesistenti.

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COMMENTI
11/10/2015 - Per Vites (Giuseppe Crippa)

Caro Vites, sono andato a leggermi il post pubblicato da Libertaepersona.org il due ottobre scorso e trovo il tono inutilmente aggressivo e le ragioni presentate in modo discutibile. Sono quindi solidale con Lei, anche se non concordo con quanto pensa sia riguardo alla natura del matrimonio che alla differenza tra obiezione di coscienza e disobbedienza civile. Riguardo alla natura del matrimonio, credo di essere in buona compagnia: “Voler separare il matrimonio dei cristiani da quello delle altre persone si opporrebbe profondamente al vero senso del disegno divino, secondo cui è proprio la realtà creazionale che è un «mistero grande» in riferimento a Cristo e alla Chiesa" (Giovanni Paolo II); riguardo all’obiezione di coscienza dovrebbe essere proprio l’asserita democraticità di un governo a garantire per moltissime leggi tale possibilità, in forme ovviamente ben congegnate per evitare abusi. Colgo l’occasione per complimentarmi con Lei per l’enorme competenza musicale e la grande disponibilità a farne parte ai lettori: per esempio il suo articolo sui Cowboy Junkies è tanto bello quanto lungo!

 
10/10/2015 - obiezione (roberto castenetto)

E' stato detto che la fede a costo zero è finita in Occidente. Ma, a mio avviso, nel caso dell'equiparazione dell'unione omosessuale al matrimonio non è finita solo la fede a costo zero, è finita anche la convivenza civile e politica a costo zero. Io sono un insegnante e già vedo delinearsi situazioni in cui potrebbe essere a rischio anche il posto di lavoro, che comunque con le nuove regole non sarà più scontato per nessuno. In Italia c'è un problema di libertà. E per la libertà si deve essere disposti anche a dare la vita, come Catone insegna.