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SINODO SULLA FAMIGLIA/ E se non ci fosse un documento finale?

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Un Sinodo bello, dove si parla davvero. Questo si può dire dopo i primi otto giorni di Circoli minori cercando di andare oltre la dimensione "organizzativa", visibile. Papa Francesco non ha un "programma". Il Pontefice "avanza sulla base di una esperienza spirituale e di preghiera che condivide nel dialogo e nella consultazione", ha scritto con ragione Antonio Spadaro, il direttore di Civiltà Cattolica. Il Papa non è vittima dell'ideologia del cambiamento. Questo modo di procedere è importante perchè l'unico modo di rendere un confronto utile è che sia ancorato alla realtà, al presente, alla "vita quotidiana". Detto in soldoni è come se in questo momento i padri sinodali avessero solo bisogno di un orario per la giornata di lavoro: perché sono la loro preghiera personale, la loro esperienza pastorale, il loro confrontarsi reciproco, a dare il passo e la direzione al cammino. 

Molti discorsi fatti e sentiti prima di otto giorni fa rimangono indietro. In questo momento, ha spiegato Lombardi, non solo non è chiaro quali saranno le conclusioni ma addirittura potrebbe non esserci un documento finale. Non si stanno cercando nuove norme da applicare alla vita della Chiesa attuale ma si sta prima di tutto contemplando la vita: famiglia, matrimonio, genitori, figli, uomo, donna, noi insomma. Tutti noi. Contemplare è guardare la realtà a cuore ben aperto. Uno sguardo buono positivo, cioè uno sguardo che ama quello che vede e quindi non lo teme. 

Lo ha detto anche ieri il Papa all'Angelus. L'importanza degli sguardi. "È un gioco di sguardi, il capitolo dieci del Vangelo di Marco. Un alternarsi ideale, nella narrazione, di stacchi e primi piani sul viso di Gesù e su quello dei suoi interlocutori". Il Papa usa un linguaggio televisivo per far risaltare questo particolare e dare incisività alla sua riflessione. "L'evangelista inquadra gli occhi di Gesù" dice che ci sono "tre scene scandite da tre sguardi". Eccolo il filo che tiene assieme il Sinodo: un orario di lavoro quotidiano scandito da sguardi. Lo sguardo di Dio sulla nostra vita, lo sguardo di Gesù su di noi uno per uno, lo sguardo della Chiesa sul matrimonio. È un approccio pastorale, un approccio personale, un approccio nello "stile di Papa Francesco" cioè che si capisce quello che dici. E poi toccherà a noi guardare. Speriamo di essere capaci di contemplare. Se lo saremo, leggere i documenti finali non sarà solo un dovere di formazione cristiana ma sarà sfogliare la nostra storia personale di famiglia. 

Il rendersi comprensibili è la faccia prosaica dell'umiltà, infatti questo Papa è molto compreso dalla gente qualsiasi. Sia da chi lo ama sia da chi non lo ama. Sia da chi crede sia da chi non crede. È compreso perché è comprensibile. 


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COMMENTI
12/10/2015 - No problem. C'è chi ci spiegherà (claudia mazzola)

Se posso ne approfitto per chiedervi da dove viene il signor Giuseppe Crippa! Incredibile, sa sempre tutto ed è un simpaticone.

 
12/10/2015 - Sarebbe bello sapere perché (Giuseppe Crippa)

Papa Francesco aveva nominato personalmente, il 2 ottobre scorso, una commissione di Padri Sinodali proprio "per l'elaborazione della relazione finale" e il calendario dei lavori del Sinodo, reso pubblico, indica che dal 21 al 24 ottobre i Padri Sinodali dovrebbero scrivere la "relazione finale", presentarla in aula, discuterla, presentare osservazioni scritte, riscriverla, ripresentarla in aula e finalmente votarla. Se Papa Francesco ora decidesse di fare diversamente, nessun problema ma sarebbe bello che spiegasse ai Padri Sinodali perché ha cambiato idea lasciando così don Mauro senza nessuna relazione finale da leggere sul suo smartphone.

RISPOSTA:

Padre Lombardi ha detto nel briefing che potrebbe anche non esserci la Relazione finale. Credo che ne sappia poco anche lui. Io nel mio pezzo ho cercato di mettere in luce quello che dicono molti osservatori. In particolare mi ha molto ispirato un'intervista al card. Bassetti. ML