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BIMBO VEGANO IN OSPEDALE/ Non c'è amore senza carne

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E poi tante altre domande. 

Cos'è il cibo per noi da imporre scelte così radicali? Cos'è la natura per noi? Può il nostro desiderio di rispettare la vita degli animali scontrarsi con il desiderio, ma anche il dovere, di rispettare le vite di chi ci è affidato? Il nostro corpo, il corpo dei nostri cari, la loro vita, non fa parte in modo assolutamente dominante del nostro desiderio di vita bio-ecologica umana che è parte essenziale dell'ecologia? Ci siamo abituati a temere l'idolo del denaro, l'idolo del potere, l'idolo delle religioni. Ma cos'è un idolo? Non è qualcosa, qualcuno, un pensiero, a cui sacrifichiamo la vita? Dalle cui regole facciamo dipendere la vita? Allora, quando cerchiamo idoli, non dovremmo anche guardare la lista della spesa? Non dovremmo scovare i nostri idoli anche nel ripiano del frigo?

Credo che i genitori del bimbo amassero veramente loro figlio, ma l'amore non manda all'ospedale per malnutrizione. In un giorno non si diventa denutriti. 

Gli idoli accecano. Le ideologie — come il Papa chiama una sottile forma di idolatria — accecano. Se non siamo capaci di fermarci davanti a un figlio denutrito dinnanzi a cosa ci fermeremo? Se non lo siamo, abbiamo fatto del cibo sano il primo comandamento. Ci siamo fatti una religione con l'altare in cucina. Leggo i siti vegani e leggo spesso la parola carnivoro per indicare il resto del mondo non vegano. Io non sono vegano ma sono onnivoro, non carnivoro. E, oltre che onnivoro, vorrei essere umano. Prima che mangiar sano vorrei vivere sano.

L'enciclica Laudato si' ci ricordava che "la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l'esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia". Ecco l'ecologia umana: una casa sorella e madre bella. Questo è il mondo in cui viviamo e che ci nutre.

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