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LA STORIA/ Io, omosessuale cattolico, dico no ai matrimoni gay

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Sono stato depresso, e ho pensato al suicidio ma non a causa del bullismo, piuttosto a causa della pornografia e del sesso compulsivo. La dipendenza ti fa perdere la speranza di cambiare e ti fa sentire un perdente. Se non avessi fatto esperienza dell’amore di Dio nella mia vita, senza dubbio avrei portato fino in fondo quei desideri disperati.

 

Hai detto che fino ai 16 anni ti innamoravi di ragazze anche se ti sentivi attratto dal corpo degli uomini. La domanda di molti è: si nasce o si diventa omosessuali? Non pensi che ogni caso, ogni persona, ha una sua storia diversa che non coincide magari con la tua?

L’identità di chiunque si struttura in due momenti diversi; nella prima fase è importante la relazione con i genitori, nella seconda fase il rapporto con i coetanei. Alcuni sostengono che l’omosessualità sia influenzata da entrambi i soggetti. Certamente ognuno ha una sua storia, unica e irripetibile; eppure se si leggono alcuni libri che raccolgono storie diverse di omosessuali, si nota come ci siano degli elementi che si ripetono in continuazione. La mia opinione sull’omosessualità, come ho detto altre volte, è che sia una "sintomo", una "riparazione" che il soggetto mette in atto a seguito di alcune mancanze vissute. 

 

Ad esempio un cattivo rapporto con il padre? Tu hai detto in passato di aver sentito la mancanza del suo affetto.

La paura di mio padre è sempre stata così grande che non ho mai percepito il suo affetto. Avevo paura perché mio padre è sempre stato irascibile. Quando ero piccolo pensavo soltanto che lui fosse cattivo e non capivo che probabilmente anche lui aveva delle ferite familiari che gli erano state inferte da suo padre. Il ramo maschile della mia famiglia è sempre stato caratterizzato da uomini violenti, finché sono arrivato io: tenero con gli altri, ma violento contro me stesso. Mio padre è sempre stato un uomo ipercritico ed eccessivamente rigido, generoso, ma assolutamente incapace di dimostrare empatia. 

 

A proposito di omosessualità, hai scritto che "è un disturbo di personalità, una identità fittizia che il ragazzino si crea come un alibi per proteggersi da una sofferenza che vive e questo crea un blocco dello sviluppo della sessualità, la sessualità di un omosessuale è simile a quella degli adolescenti". Intendi che ci sia una responsabilità educativa dei genitori e degli educatori in generale?

I genitori oggi sono sempre più narcisisti, convinti che i figli siano un diritto. Le madri sono iper-apprensive, incapaci di tagliare i cordoni ombelicali con i figli maschi; i padri sono completamente assenti. I figli sono soli, assorbiti dalla realtà virtuale, iper-emotivi e anaffettivi allo stesso tempo. Vivono la realtà attraverso l’occhio di una telecamera. Il mito borghese dell’apparire si è moltiplicato all’ennesima potenza. E’ importante mostrare a tutto il mondo quello che si mangia, i frammenti del proprio corpo e tutto quello che succede intorno a sé. I nuovi idoli degli adolescenti sono ragazzetti che fanno le smorfie davanti alla webcam e sparano stupidaggini a raffica su Youtube. 

 

Tu hai conosciuto figure di educatori degne di questo nome?

Nella mia vita sono state determinanti le figure di alcuni sacerdoti e di alcuni psicoterapeuti: su tutte la figura della guida spirituale. Trovare una persona che crede in te, nonostante i tuoi fallimenti, è fondamentale. La guida spirituale è una persona che sa intravedere nelle pieghe della tua storia la mano di Dio all’opera e cerca di aiutarti a riconoscerla; è una persona che ti genera nuovamente, per la quale non sei uno dei tanti che va a "confessarsi", ma il suo figliolo. Non è una persona che vive al posto tuo, ma una persona che cammina al tuo fianco. È così difficile trovare qualcuno che si prenda cura di te, gratuitamente; averlo trovato è il vero miracolo della mia vita. 

 

Dici che essere omosessuale ed essere cattolico non è in contrasto: immagino che sottintendi che l'omosessuale cattolico deve vivere in castità?



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COMMENTI
19/10/2015 - Testimonianza viva 2 (Massimo Mascolo)

Infine, mi spiace che l’intervistatore, nel porre le domande, sembra allinearsi al pensiero dominante, usando un linguaggio e uno stile che sembra far proprie le impostazioni ideologiche dei gruppi di pressione LGBT, ad esempio quando, dopo aver chiesto se il bullismo, il pensiero suicida fosse dipeso fondamentalmente dall’ambiente ostile agli omosessuali (ottenendo risposte di segno opposto ed estremamente acute), ci riprova alla fine chiedendo come mai “Eliseo” neghi la necessità di una legge antiomofobia (cos’è, vuoi vedere che Eliseo nega l’omofobia come problema reale?): anche qui Vites riceve una risposta diversa da quella attesa. Buona parte della menzogna ideologica che mira a ben altri fini che non la difesa delle persone omosessuali e cioè lo scardinamento del volto umano nel mondo, è giocata, almeno in partenza, sul termine “omofobia”, cioè un termine indeterminato sia giuridicamente sia scientificamente sia sociologicamente. Ma tant’è, a ciascuno il suo.

 
19/10/2015 - Testimonianza viva 1 (Massimo Mascolo)

Testimonianza viva e controcorrente, da far conoscere: mette ben in luce le vere questioni in gioco e quelle false. Sulle Sentinelle in piedi è opportuna una piccola precisazione. Dalla mia esperienza posso affermare che non si fanno solo veglie in silenzio, ma si fa rete di amicizia prima e dopo le veglie ed è proprio questa la forza e la sorpresa di un gesto così diffuso quanto non organizzato né costituito in alcuna forma giuridica, né confessionale, né partitica. Il gesto non è una forma di protesta, ma di testimonianza pubblica, quindi non ci si contrappone a nessuno (le contestazioni anche violente non sono richieste dalle “sentinelle”). Infine posso assicurare che, nei limiti di ciascuno, in ogni città dove è possibile vegliare, sia prima sia dopo si dialoga con tutti e si stringono amicizie anche con chi la pensa diversamente e fruttuose amicizie con persone omosessuali. Le Sentinelle non fanno parte di uno schieramento che deve contrapporsi a un altro schieramento: questa impostazione fa comodo, incasella, ma non corrisponde al vero.

 
19/10/2015 - Ne provo sana invidia (claudia mazzola)

Che rapporto meraviglioso ha questo ragazzo con il Signore!

 
19/10/2015 - veramente straordinario (Claudio Baleani)

Questa intervista ha un valore enorme. Non tanto perché è commovente, ma soprattutto perché propone e indica un percorso e individua bene i pericoli che questa persona ha vissuto e i danni subiti nella sua vita. Questa intervista la propagherei ad ogni livello, ivi incluso il Sinodo perché lo Spirito Santo parla per ispirazione, ma soprattutto attraverso i fatti e le testimonianze. Un grandissimo ringraziamento va all'intervistato e anche a Il Sussidiario che ha pubblicato l'intervista.